Per ora sarà virtuale ed entrerà a far parte del portale Internet della cultura dell'Unione europea. Ma presto lo «spazio museale europeo», varato ieri a Bruxelles, diventerà un museo vero e proprio. Due i candidati italiani, secondo le prime indiscrezioni: la Villa Reale di Monza e la Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino. «Sarà una galleria virtuale dell'identità europea - ha spiegato il ministro Giuliano Urbani, che presiedeva il consiglio europeo della cultura - un modo per far conoscere la cultura di ciascun paese. Chi sa quali sono i personaggi importanti nella storia dell'Estonia? Con il museo lo sapremo presto e si darà così un contributo all'identità del continente». Nel museo ci sarà spazio quindi per personali storici come Carlo Magno, Leonardo, Napoleone. Sarà una sorta di galleria dei Lari e Penati della tradizione europea di ciascun paese. La candidata più accreditata a ospitare il futuro museo, almeno secondo le speranze italiane, è Monza, città di Teodolinda, regina dei Longobardi, di fede cattolica. E la fede rientra a pieno titolo nel progetto Agenore, il contenitore per lo spazio museale europeo. Se nel preambolo della costituzione europea il riferimento alle radici cristiane trova l'opposizione di alcuni Stati, nel progetto Agenore è passato invece un esplicito riferimento alla religione. Il ministro Urbani nella sua proposta cita anche T.S. Eliot: «La forza dominante nel creare una comune cultura fra popoli, ciascuno dei quali possiede una cultura distinta, è sempre e solo la religione».