Italia Nostra e Archeoclub hanno scritto al ministero dei Beni Culturali per bloccare l'avvio dei lavori Mariolina Massignani di Archeoclub e Gaetano Rinaldi di Italia Nostra hanno scritto al ministero dei beni Culturali e al presidente della Provincia Rossi per il restauro del villa Santori in viale Indipendenza. Ascoli Piceno, la città che amiamo, ha tutelato e salvaguardato in maniera accettabile il patrimonio architettonico del suo centro storico , custodito nell'isola fluviale formata dai due fiumi cittadini, il Tronto ed il Castellano. Una diversa sorte è toccata , invece, all'ultima architettura cittadina di qualità. In particolare nessun interesse si è mostrato per i pur validi esempi di edifici di stile liberty ed eclettico. Così molti villini e gran parte degli edifici commerciali e dei caffè, caratterizzati da questi incantevoli stili, sono andati completamente distrutti, impoverendo la memoria storica e l'immagine della città. E' per questo motivo che la sezione di Italia Nostra, quando ebbe sentore che potesse essere distrutto anche uno dei migliori esempi di architettura Liberty ancora esistenti, Villa Santori in Viale Indipendenza, lo segnalò alla Soprintendenza di Ancona perché fosse assoggettato alla tutela quale bene culturale . La richiesta formulata dalla Sezione di Italia Nostra presupponeva peraltro che la tutela dell'edificio si estendesse, come era logico, anche al contiguo giardino, che rappresenta un tutt'uno con il bene culturale qualificandone, in maniera indissolubile, la forma architettonica. « Risulta, ora, che è stato presentato un progetto di "restauro e nuova edificazione per la realizzazione di abitazioni, locali commerciali e parcheggi interrati", che non tiene minimamente conto di questa forma di tutela. Così è stata prevista la costruzione di un edificio di sette piani, che si va a sovrapporre all'edificio tutelato, che rimane completamente oppresso dalla nuova costrizione. Non parliamo poi delle essenze arboree, che verranno necessariamente eliminate. Tanto valeva allora autorizzare la distruzione del bene tutelato, evitando questi sovrapposizioni che appaiono francamente orripilanti. E' evidente che in questo modo non si è tenuto conto minimamente di tutto quanto previsto dall'art. 45 del Codice dei Beni Culturali riguardante la Tutela Indiretta del bene, prescrivendo tutte le misure atte ad evitare la messa in pericolo, l'integrità del bene , a danneggiarne la prospettiva o la luce, ad alterarne le condizioni di ambiente e di decoro. Tutte situazioni che verrebbero a determinarsi con la realizzazione dell'immobile proposto, che nel posarsi direttamente sul bene tutelato ne annulla completamente le forme e lo soffoca. E' per questo che , in mancanza di un adeguato intervento della Soprintendenza di Ancona, che anzi ha sostanzialmente autorizzato la nuova costruzione salvo qualche limitata prescrizione, dimenticando , così , nei fatti di aver adottato un provvedimento di tutela vincolistica la sezione di Italia Nostra e Archeoclub rivolgono una rispettosa e pressante istanza al Ministero perché, disposte le indagini del caso, intervenga direttamente, con provvedimento d'urgenza, per procedere alla tutela indiretta del predetto bene, ai sensi del 'art. 45 del Codice dei Beni Culturali».