Circa duecento corredi sono in attesadi risistemazione Un'iniziativa congiunta con la Soprintendenzatra mercoledì e giovedì L'ipotesi è dell'archeologo Landolfi: "La collocazione da noi è problematica" Mandare i reperti negli Stati Uniti per il restauro alla luce dei pericoli di trafugamento emersi in questi ultimi giorni. Fa discutere il furto compiuto nottetempo nella zona, che ha consentito a balordi di portare via un dischetto in bronzo di un pendaglio ornamentale, un vasetto portaprofumi e perline di pasta vitrea. Un furto certamente modesto in quanto a valore economico ma di portata immensa sotto il profilo storico e scientifico-culturale, che ha fatto tuonare gli esperti della Soprintendenza Archeologica delle Marche contro gli artefici di un gesto tanto incivile, insensato, immorale. Al di là di questo - e in tal senso altissimo è il grido di allarme dell'archeologo che da più di venti anni segue gli scavi del Conero, il dottor Maurizio Landolfi - sempre grave è il problema della collocazione dei tantissimi reperti centinaia , anzi migliaia risultato degli scavi che, per decenni, dalla fine degli anni Cinquanta, vanno avanti nella zona compresa tra Numana e Sirolo , dove è stato individuata e sta venendo alla luce con meraviglia generale, una delle più grandi necropoli picene conosciute. Problema grande, questo della tutela ma anche - lo vedremo subito dopo quello della valorizzazione. Tutela, dunque e qui piomba una novità clamorosa. Se non si riusciranno, infatti, a trovare quei magazzini ampi per ricoverare tutti i reperti ritrovati, si rischia il loro deterioramento, specialmente quelli in materiale bronzeo. "E allora non è da escludere è Maurizio Landolfi che parla che, nell'ambito della collaborazione promossa e realizzata di recente tra il nostro Ministero dei Beni Culturali e il Governo degli Stati Uniti, molti di questi reperti possano essere trasferiti oltre Oceano per il loro restauro. In particolare, per quello che riguarda il Conero, non meno di duecento corredi in bronzo potrebbero partrire alla volta degli USA dove verrebbero restaurati e poi, ovviamente, messi in mostra". Si tratterebbe di una sorta di "prestito" pro-restauro, che andrebbe oltre nel tempo. Non meno di vent'anni. La cosa, se da un lato può far piacere, dall'altro richiama l'attenzione delle autorità a prodigarsi al più presto, per sistemare, restaurare e esporre in un nostro Museo i reperti rinvenuti. Infine la valorizzazione. Al riguardo, è vivamente attesa l'iniziativa congiunta che si terrà nei giorni 13 e 14 febbraio in collaborazione tra Soprintendenza, Comuni di Numana e Camerano, Parco del Conero, Antiquarium e Amici dei Musei. L'iniziativa, che si colloca nell'ambito della festa di San Valentino, è stata chiamata da Landolfi "Artisti antichi e moderni innamorati del Conero". Si svolgerà tra Numana (Biblioteca comunale), Antiquarium Statale e Parco del Conero.