PISA. Sembrava che a seguito della pubblicazione del concorso per il recupero dell'ospedale Santa Chiara si dovesse aprire un largo dibattito sulle scelte del piano. Le iniziative sono state invece poche, sporadiche e soprattutto presto finite, poi tutti zitti. Eppure, dacché è cominciato a circolare il testo contenente la motivazione della giuria, tutto il quadro ha assunto una colorazione surreale che non poteva passare inosservata, perché è apparso evidente che non sono state soltanto le critiche di quattro gatti a respingere il progetto risultato vincitore, sono le motivazioni della giuria stessa a demolirlo. La giuria infatti (a parte il preambolo scritto in un incomprensibile architettese) ha preso quel progetto e vi ha piantato quattro paletti: 1) Ha ritenuto "preferibile conservare il muro attuale verso la piazza del Duomo". Ciò significa respingere il proposto porticato sulla piazza, idea qualificante del piano; 2) Ha ritenuto "inopportuna la viabilità di attraversamento dell'Orto Botanico". Il piano infatti massacra uno dei maggiori nostri "beni culturali", evidentemente ignorandone la storia e considerandolo, come purtroppo ha detto anche un assessore, "uno spazio da recuperare"; 3) Ha respinto la concezione del porticato di accesso alla piazza in quanto inteso "solo come un percorso coperto" e ha proposto di "arricchirlo di funzioni idonee". In termini più espliciti, il porticato deve divenire una galleria commerciale: il Duomo è visto come supporto di bancarelle e shopping; 4) Infine ha criticato il fatto che nel piano mancano "attrezzature destinate alla cultura e allo spettacolo". A questo punto diviene incomprensibile come la giuria, nonostante abbia bocciato tutti questi aspetti del progetto, poi abbia potuto ugualmente indicarlo vincitore.