Proteste per i lavori a Capo Testa. La presenza di mezzi meccanici nella zona di Cala Grande sta destando preoccupazione tra i residenti della zona, nota come Valle della Luna, una delle mete preferite dai turisti del Nord Sardegna dove la natura regna ancora sovrana. All'ingresso del cantiere la mancanza di cartelli informativi, nei giorni scorsi, aveva allertato sia la popolazione sia le associazioni ambientaliste. Le rassicurazioni del sindaco Piero Bardanzellu non sono bastate a rassicurare gli animi di quanti pensano che dietro ad opere di rivalutazione si nasconda dell'altro. Ci sono tutte le autorizzazioni, ha spiegato il primo cittadino, ricordando che lo scorso anno i proprietari hanno ceduto in comodato gratuito i sessanta ettari di terreno sui quali sono programmati vari interventi. Quanto ai cartelli informativi un passo in avanti è stato fatto, è vero. Ieri ne sono stati collocati due: uno segnala la presenza di lavori in corso, l'altro il divieto di accesso ai non addetti ai lavori. Se così facendo si pensava di migliorare la situazione, la parola "scavi", riportata a caratteri cubitali, in questa fase delicata, anziché chiarire la situazione ha finito per ingigantire il suo mistero. E così le associazioni ecologiste "Amici della terra" e "Gruppo d'intervento giuridico" hanno inoltrato una richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione di opportuni provvedimenti alle pubbliche amministrazioni, al corpo forestale e di vigilanza ambientale, alla magistratura. Il primo stralcio di lavori ammonta a 385 mila euro. Prevede la realizzazione di sentieri, il ripristino dei muretti a secco, la sistemazione di un breve tratto di illuminazione a terra. Sentieri nuovi che si ricongiungono con quelli già esistenti che conducono al faro di Capo Testa e alla zona, recentemente restaurata, del semaforo e della caserma. Luoghi destinati a diventare centro di documentazione ambientale e museo del mare. "Contestiamo questo tipo di intervento in una zona di grande valore ambientale hanno fatto sapere dal Wwf Gallura in particolare l'utilizzo di alcuni tipi di mezzi meccanici inidonei in un habitat così delicato. Gli enti preposti prima dell'esecuzione dei lavori avrebbero dovuto vagliare il tipo di intervento direttamente sul luogo". Insomma, per il Wwf Gallura nell'area non si possono attuare interventi di pulizia che potrebbero trasformare l'attuale paesaggio. A questo ci pensa già la mano dell'uomo. La presenza massiccia nel periodo estivo di hippy, che si aggregano alla piccola comunità presente tutto l'anno, causa danni permanenti. Si va dagli incendi alle rocce imbrattate di vernice, a metri cubi di immondizie gettate al vento e in mare. Ma questa è un'altra questione. Ciò che ora sta a cuore alla popolazione e agli ambientalisti è sapere quale tipo di mezzi vengono impiegati e cosa prevedono in concreto i progetti comunali. Di certo si sa che gli altri due interventi riguardano il recupero ambientale con la sistemazione dei litorali: camminamenti, passerelle, cartellonistica, illuminazione nella zona dell'istmo per un importo di un milione e 370 mila euro. L'ultimo stralcio di lavori, circa un milione e 100 mila euro, prevede, tra l'altro, la sostituzione dell'asfalto attuale con un tappeto eco-compatibile nell'area che va dal secondo ingresso di baia Santa Reparata al cancello del faro, rotonda compresa.