La Regione ritiene necessario lo studio di impatto ambientale. Dopo l'accordo del 2005 tra Comune e Pirelli Real Estate, il progetto rischia di fermarsi a causa di questioni di carattere procedurale. La Stu (Società di trasformazione uranistica) si sta arenando a Baia Caddinas. Il mega progetto (180 milioni di euro in tre anni, accordo Comune-Pirelli Real Estate raggiunto nel novembre del 2005) a questo punto può essere considerato a rischio. Il problema nelle settimane scorse lo ha posto il Sivea, servizio dell'assessorato regionale all'ambiente con competenze specifiche sulla valutazione d'impatto ambientale e altre materie legate all'urbanistica. Da Cagliari è arrivata una nota che informa in maniera inequivocabile il Comune gallurese. Almeno per una parte del progetto di trasformazione urbana, quello riguardante le ville di Baia Caddinas, la giunta di Sergio Memmoli avrebbe dovuto avviare l'iter per lo screening della valutazione d'impatto ambientale. Detto altrimenti, il Comune, secondo il Sivea, non ha chiesto a suo tempo il parere sulla necessità delle verifiche di tipo ambientale. Adesso, con i lavori di sbancamento sono già iniziati a Baia Caddinas arriva questo problema serissimo che gli amministratori comunali golfarancini dovranno risolvere al più presto. Una prima risposta potrebbe essere quella del ricorso al Tribunale amministrativo. L'assessore comunale Giuseppe Fasolino si prepara a chiedere al Tar di valutare la risposta data dall'assessorato regionale all'ambiente. Nei mesi scorsi, dopo l'avvio di un'indagine da parte della Procura della Repubblica e alcuni sopralluoghi e acquisizioni di documenti dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico, Fasolino era uscito allo scoperto mettendo sul tavolo alcuni argomenti, peraltro non infondati, della Giunta golfarancina. In particolare circostanza che Baia Caddinas risulta essere, nell'impianto urbanistico del comune gallurese, una zona di completamento, a ridosso del centro abitato. Quindi non sottoposta alle norme più stringenti previste per le aree vincolate nella fascia dei due chilometri dal mare. Questo, grosso modo, l'argomento forte del Comune, forse il tema che verrà proposto al Tar per smontare il parere del Sivea. Comunque vadano a finire le cose qualcuno a Milano sta cercando di capire che cosa veramente stia bollendo in pentola a Golfo Aranci. Ovviamente si tratta di tecnici e avvocati della Pirelli Real Estate, il braccio immobiliare del colosso industriale lombardo che, a questo punto, inizia a preoccuparsi su tempi e modi di una operazione definita nei minimi dettagli e ora seriamente a rischio. Per certi versi la risposta dell'assessorato regionale all'ambiente è tranquillizzante per l'Amministrazione, perché esclude la valutazione d'impatto ambientale per i 100 appartamenti in edilizia convenzionata e la zona artigianale indicata nel progetto di trasformazione urbana. Ma la Pirelli Re non si può certo accontentare di questa parte del pacchetto, rinunciando all'interessante e sostanzioso intervento di Baia Caddinas, con un insediamento di grande valore in una zona tra le più suggestive del litorale gallurese. Nel giro di qualche settimana, quindi, dovranno essere sciolti i nodi della Stu. L'Amministrazione comunale si trova in una posizione abbastanza delicata, con da una parte la Pirelli Re, che attende chiarimenti e dall'altra la Regione, ha iniziato a darli. Mentre il pubblico ministero della Procura tempiese, Claudia Alberti, continua ad esaminare i corposi dossier di guardia di finanza e carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Per una vicenda iniziata con gli esposti di Stefano Deliperi, l'ambientalista del gruppo d'intervento giuridico che da subito aveva chiesto al Ministero dell'Ambiente e all'Unione europea di mettere il naso nei progetti della Società di trasformazione urbana golfarancina.
La Pirelli Re scivola a Baia Caddinas
La Regione ha espresso necessità di uno studio di impatto ambientale per il progetto di trasformazione urbana di Baia Caddinas, a causa di questioni di carattere procedurale. Il progetto, che prevede l'edificazione di 180 milioni di euro in tre anni, rischia di fermarsi a causa di problemi con il Comune di Golfo Aranci. La Regione ha inviato una nota al Comune, richiedendo l'avvio dell'iter per lo screening della valutazione d'impatto ambientale. Il Comune, secondo il Sivea, non ha chiesto il parere sulla necessità delle verifiche di tipo ambientale.
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