Tante vicende hanno richiesto processi estenuanti ma non sempre è seguito il ripristino ambientale. Vicende giudiziarie tenute sotto costante osservazione dalle associazioni per la difesa della natura C'è il pericolo che si ripresentino situazioni del passato. Pier Giorgio Pinna SASSARI. Ecomostri in Sardegna: col passare degli anni, assieme alle situazioni d'impunità, si sono rivelati tanti i casi chiusi da sentenze definitive di condanna. Ma tanti sono anche i cascami insoluti delle decisioni della magistratura. Con danni spesso non definiti. Soprattutto lungo le coste nord e lungo i litorali est dell'isola si ha infatti frequentemente l'impressione di osservare villaggi fantasma. Deserti e abbandonati. Con ancora visibili i sigilli giudiziari. Ma che a volte, misteriosamente, si ripopolano nei mesi estivi: super abusivi dell'abusivismo si danno appuntamento anno dopo anno in questi bungalow o nei residence semidiroccati in violazione delle più elementari norme igieniche e sanitarie. Storie sconcertanti. E degne, nella loro sintesi comportamentale, di qualche trattato di antropologia o di un testo sull'asocialità tout court. Fenomeni diffusi molto più di quanto s'immagini. E tutto ciò lasciando da parte i lavori top secret realizzati negli ultimi tempi a Villa Certosa, una delle sette residenze estive di Silvio Berlusconi in Sardegna. Lavori clamorosamente contestati dall'autorità giudiziaria nella primavera 2006. Un'inchiesta non definitivamente conclusa. Ecco comunque qualcuna delle vicende più scottanti. Storie monitorate e tenute sotto osservazione dagli ambientalisti. In particolare dagli archivisti del Gruppo d'intervento giuridico. Portu Malu. A Baia delle Ginestre, sulla spiaggia di Teulada, oltre dieci anni fa è stata ordinata l'eliminazione degli abusi realizzati da una società. Infrazioni e illeciti a go go. Per l'esattezza, si parla di un parcheggio coperto, alloggi per il personale, un campo da tennis, l'ampliamento del ristorante, un vascone, una cabina elettrica, locali di servizio, la reception del complesso alberghiero, un'intera ala dell'hotel (cento camere), una piscina con locale-filtri, una piattaforma-pizzeria, tre baracche di legno, una pista d'accesso al litorale, tre pontili galleggianti, una barriera frangiflutti. In tutto, la bellezza di 15.600 metri cubi. «Ma finora - come sottolineano gli ambientalisti - è stato demolito poco». Dopo una serie di tentati stop da parte dei proprietari per fermare le ruspe inviate dalla procura generale della Repubblica, nel giugno 2001 le ruspe del Genio militare hanno abbattuto diverse opere irregolari, ma si attende ancora il ripristino ambientale. «Pende poi - informano gli ecologisti del Gruppo d'intervento giuridico - un ulteriore incidente di esecuzione davanti alla corte d'appello di Cagliari». Nel settembre 2006 un gruppo privato ha acquistato all'asta fallimentare l'intero complesso per oltre 4 milioni di euro, compresa la parte divenuta proprietà del Comune di Teulada per effetto della confisca penale. Si attende di conoscere quali saranno gli sviluppi. Baccu Mandara. Sulla costa di Maracalagonis, nel 1996, sono stati ordinati demolizione e ripristino ambientale di una 29 unità immobiliari e basamenti di cemento per complessivi 12.900 metri cubi. Anche in questa circostanza, dopo diverse sospensioni e attese giudiziarie per i ricorsi, i bulldozer militari hanno eseguito le sentenze della magistratura di Sinnai. È seguito, in collaborazione con il Comune, l'avvio delle procedure per risanare il litorale sotto il profilo naturalistico. Piscinnì. Sulla costa di Domus de Maria, sempre a metà degli anni '90, l'autorità giudiziaria decide di far buttare giù due moli frangiflutto e nuove strade costruite a meno di 300 metri dalla battigia. Oltre che di far ricoprire scavi e sbancamenti. Solo le numerose denunce ecologiste, l'intervento del ministero per i Beni culturali, della Soprintendenza e della stessa magistratura fermano alla fine la lottizzazione da 80mila metri cubi. Oggi la spiaggia, grazie all'azione del mare, sta riacquistando il suo aspetto. «Ma sull'intera zona - lanciano l'allarme gli ecologisti - incombe tuttora un altro maxi-progetto edilizio non ancora scongiurato definitivamente». Piscina Rey. Vicino a Muravera viene stabilito, sempre negli stessi anni e sempre da parte della magistratura, l'abbattimento di villette a schiera per un totale di migliaia di metri cubi in un'area destinata a uso civico. Dopo ben dieci pronunce giurisdizionali, nel novembre 2001 seguono l'auto-demolizione e il ripristino ambientale. Il caso di Punta Cardinalino. Scandalo messo a tacere dalle ruspe quattro anni fa. PALAU. Punta Cardinalino: uno scandalo messo a tacere dai bulldozer. Per uno strano scherzo del destino, una delle vicende più clamorose sull'abusivismo edilizio in Sardegna ha riguardato un tratto della costa nordorientale vicino a un altro reso famoso, a partire dai «mitici Sessanta», dall'ormai leggendario Raphael. «Destino cinico e baro»: perché Raphael è stato certo un personaggio che ha animato lungamente le dorate vacanze di tanti esponenti del bel mondo che ogni estate convergevano da queste parti, ma sempre dimostrando, e per tutta la sua vita, sino alla morte, un amore per il paesaggio e un rispetto per il territorio che l'ospitava lontano anni luce dalla mentalità di chi è abituato a qualsiasi illecito ai danni dell'ambiente. Ecco i fatti, comunque. Lo scenario è appunto l'estremità settentrionale di Punta Cardinalino. Nella mattinata del 22 marzo 2004 e nei giorni immediatamente successivi, sul litorale di Palau, appunto a pochi chilometri da Porto Raphael, un complesso da novantamila metri cubi, vero ecomostro considerato dai giudici del tutto fuori norma, viene raso al suolo. Nell'isola è una delle ultime demolizioni in grande stile di fronte allo splendido mare delle Bocche. Gli alloggi destinati ai turisti, una cinquantina, erano stati costruiti quasi trent'anni fa in una zona ricchissima di macchia mediterranea e di altre stupende specie floreali. L'insediamento sorgeva in uno dei punti più panoramici dell'intero litorale, alle spalle di una delle più celebrate icone naturali della Sardegna, la Roccia dell'Orso. «Bulldozer come deterrente». Stefano Deliperi parla della battaglia per la legalità condotta dal Gruppo d'intervento giuridico con denunce e processi. SASSARI. «Come associazioni ambientaliste abbiamo già chiesto alla Regione di riprendere in via sostitutiva e coattiva le demolizioni: in molti casi è indispensabile aiutare o sostituire i Comuni». Stefano Deliperi, dinamico e deciso portavoce sardo del Gruppo d'intervento giuridico, non ha paura di apparire impopolare: «I rischi sono evidenti, non si può più attendere», aggiunge infatti con estrema convinzione. Da quindici anni, insieme con l'altra organizzazione strettamente vicina degli Amici della terra, il Gruppo si batte per difendere i litorali dell'isola dalle speculazioni immobiliari. Una campagna su larga scala. Che ha visto i militanti delle associazioni lavorare a fondo in diversi settori. Un impegno dimostrato dai numeri degli interventi. Fra il giugno 1992 e il dicembre 2007 i due movimenti ambientalisti hanno presentato 1325 tra esposti, richieste di atti giudiziari, segnalazioni. Azioni da cui sono scaturiti oltre un migliaio di provvedimenti da parte delle pubbliche amministrazioni e della magistratura, con una rispondenza dell'88,22 rispetto alle richieste originarie. «Di una cosa non bisogna certamente dimenticarsi mai - aggiunge in proposito Stefano Deliperi - L'abbattimento di fabbricati abusivi effettivamente portato a termine riveste un enorme effetto deterrente. Scoraggia cioè altre violazioni di legge da una parte e spinge all'autodemolizione delle costruzioni illegali dall'altra. Può darsi che tanti sindaci e amministratori considerino poco produttivo parlare di abusivismo, ma il discorso va affrontato. Anche perché le leggi a volte forniscono le soluzioni opportune. Per esempio, quando in determinate situazioni suggeriscono l'acquisizione dei beni al centro delle irregolarità al patrimonio municipale. È un'alternativa intelligente: consente di dare risposte adeguate su più livelli differenti». Nell'attività del Gruppo d'intervento giuridico, sempre nel campo della battaglia contro gli illeciti edilizi, si segnalano comunque una quarantina di ricorsi ai magistrati amministrativi e speciali: Tar Sardegna, consiglio di Stato, commissario per gli usi civivi. E perfino al capo dello Stato. Oltre a una quantità (25 per la precisione) di costituzioni di parte civile in procedimenti per violazioni ambientali. «Le denunce ecologiste in tutti i casi di mancata esecuzione degli ordini di demolizione e ripristino ambientale conseguenti a sentenze irrevocabili hanno portato la procura di Cagliari a svolgere indagini sull'operato dei sindaci e dei tecnici comunali di Teulada, Domus de Maria, Maracalagonis e Muravera - spiega in conclusione il responsabile del Gruppo - Davanti al tribunale del capoluogo regionale è ancora in corso un clamoroso processo: riguarda gravi ipotesi di reato come corruzione, abuso d'ufficio, concussione. Tutte contestate a funzionari ai vertici del Servizio tutela del paesaggio della Regione, imprenditori, dirigenti degli uffici tecnici di vari Comuni. Al centro della vicenda, sempre la salvaguardia o, meglio, la non salvaguardia del paesaggio nel sud dell'isola»
La Nuova Sardegna
6 Febbraio 2008
La lunga scia lasciata dagli ecomostri
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
La Nuova Sardegna · 6 Feb 2006
Soru inaugura il sentiero per la Sella
la Repubblica · 7 Feb 2006
La Uil annuncia: "Rischio chiusura per gli Scavi"
L'Unione Sarda · 8 Feb 2006
Nasce il Sistema museale Arborense
L'Unione Sarda · 9 Feb 2006
I predatori del cimelio perduto
la Repubblica · 10 Feb 2006
Perché l'archeologia romana non è sopravvìssuta all'inverno
Secolo d'Italia · 10 Feb 2006
Cara Melandri, la smetta di vender fumo sui musei
il Giornale · 11 Feb 2006
Quando il turismo era un piacere
La Nuova Sardegna · 11 Feb 2006
Sardegna. La piscina al Molentargius: dopo il decreto penale il Comune prepara sanzioni
Il Giornale di Napoli · 12 Feb 2006
POMPEI. Tagli agli Scavi, il 27 protesta dei dipendenti
la Repubblica · 12 Feb 2006
Addio Italia, così cara e maleducata. I giudizi della stampa straniera: si salvano borghi e cibi
Il Giornale di Sardegna · 15 Feb 2006
Scoperto un sarcofago nella macchia è il primo etrusco trovato nell'Isola
Giornale della Toscana · 15 Feb 2006
Ritrovato il sarcofago trafugato in Toscana
La Nuova Sardegna · 15 Feb 2006
II giallo del sarcofago etrusco.
Il Giornale di Sardegna · 15 Feb 2006
Intelligence e anfibi per battere i campi: i segreti della lotta al traffico dì reperti
L'Unione Sarda · 14 Feb 2006
Processo ai grossisti di bronzetti
il Giornale · 16 Feb 2006
Le spese pazze della lirica . Un debito da 120 milioni
La Nuova Sardegna · 16 Feb 2006
II sarcofago è un falso
L'Unione Sarda · 16 Feb 2006
Il sarcofago ritrovato una perfetta riproduzione? Studiosi al lavoro per scoprire l'origine del reperto
la Repubblica · 18 Feb 2006
FIRENZE: Nuovo soprintendente ai beni archeologici. E' Fulvia Lo Schiavo
l'Unità · 18 Feb 2006
SOPRINTENDENTE LO SCHIAVO, AFFONDO SUL GOVERNO