CAGLIARI. Su Tuvixeddu la Regione ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Coimpresa e Comune hanno precisato che riprenderanno al più presto i lavori interrotti da un anno. A questo punto il pericolo è che si crei una situazione di contrapposizione che, dietro i ricorsi, blocchi la situazione. La sentenza del Tar su Tuvixeddu ha ripristinato la situazione precedente: l'allargamento dei vincoli a tutto il colle è stato annullato. Ed è valido l'accordo di programma del 2000, firmato dalla stessa Regione, dal Comune e dalla Coimpresa: realizzare la lottizzazione integrata (parco da un lato ed edificazioni dall'altro). L'impresa interessata ha affermato che riprenderà al più presto le opere (la lottizzazione nell'area di via Is Maglias) e l'amministrazione comunale che riaprirà i cantieri del parco archeolgico (pronto al settanta cento). Alcuni, come Legambiente, affermano che la sentenza del Tar è «un momento di arretramento » e ribadiscono che «l'area costituisce comunque un valore importantissimo a livello non solo regionale ma nazionale. Per quanto riguarda la zona della necropoli punica si tratta, secondo gli studiosi, dell'area più vasta a livello Mediterraneo». Inoltre «la necropoli è inserita in una collina che ne esalta il valore e costituisce di per se un bene da tutelare per il paesaggio e i punti panoramici che esprime. Pertanto è stato corretto che la Regione abbia tutelato tutta la collina, in coerenza con le nuove direttive della carta europea del paesaggio e del Codice Urbani. Azioni di tutela che, giustamente, hanno bloccato il progetto di edificazione». Mentre la «sentenza del Tar costituisce un momento di arretramento perché riporta alla ribalta il progetto edilizio della società Coimpresa al quale Legambiente si era fortemente opposta». Il Gruppo di intervento giuridico (Stefano Deliperi), dopo aver ripercorso gli errori della Regione evidenziati dal Tar (formali, nella nomina della commissione al Paesaggio, e sostanziali, nell'uso di cartografie superate), ribadisce la convinzione che tutto il colle debba essere salvaguardato e propone «trattative» ed «espropri». Ma anche nell'area ambientalista vi sono opinioni differenti. Il Gruppo speleo-archeologico cavità cagliaritane lancia un appello affinchè «ripartano al più presto i lavori per il futuro parco archeologiclo » visto il degrado delle cavità sotterranee e i danni prodotti dalle piante infestanti. Dello stesso tenore il commento del presidente dell'associazione Amici della Sardegna Roberto Copparoni che critica un certo ambientalismo che «diventa "un uso deviato del potere politico"» e lamenta il silenzio che ha caratterizzato lo sfacelo avvenuto negli anni passati in tutta l'area, ricca di elementi archeologici, situata dall'altro lato di Sant'Avendrace. Come accennato, però, il problema che molti temono è quello di una contrapposizione. «Personalmente spiega Ninni Depau, consigliere comunale del Pd credo che ora il sindaco, visto che il Comune è interessato all'accordo di programma, debba farsi portatore di una discussione seria che tenga conto: sia dell'accordo, che della crescita anche normativa (Codice Urbani) delle sensibilità ambientali ». Nello stesso tempo, però, continua Depau, «la certezza del diritto è fondamento essenziale per tutti e anche nelle questioni economiche. Da qui la necessità di partire dall'accordo di programma: non è possibile agire come se non ci fosse. Credo che il sindaco possa avere un ruolo molto importante». Il primo cittadino nelle dichiarazioni rilasciata l'altro ieri, assieme alla volontà di riaprire i cantieri per la realizzazione del parco archeologico (che dipende direttamente dal Municipio), ha espresso anche la volontà di riallacciare il dialogo con la Regione. Mediatore per temperamento e pragmatico per ruolo, Emilio Floris ha capito che infierire sulla Regione (pur potendo contare su una sentenza del Tar che fa carta straccia dell'operato recente del governo dell'isola su Tuvixeddu), sarebbe controproducente. Troppe sono le questioni sul tappeto su cui la Regione è più che indispensabile (dalla riqualificazione di Sant'Elia, Betile compreso, all'ex Manifattura tabacchi, dal Poetto al campus universitario, dalle dismissioni militari ai beni identitari), per non cercare un dialogo anche sui punti di maggior distanza. Nella maggioranza del consiglio comunale, inoltre, c'è aria di rivincita. «Dalla sentenza del Tar afferma Massimiliano Tavolacci, Udc, presidente della commissione consiliare all'Urbanistica e ambiente si vede come la Regione abbia disatteso l'accordo di programma in maniera pretestuosa. Nello stesso tempo la Regione parla di stipulare altri accordi di programma per altre iniziative. Ma se prima non si ristabilisce la correttezza nei rapporti e il rispetto degli accordi già presi come si può pensare di andare avanti? Di fronte alla sentenza del Tar, la Regione non dice sediamoci attorno a un tavolo, ma ricorre al Consiglio di Stato. E questo non significa dialogo».
Sardegna - Tuvixeddu, continua il braccio di ferro
La Regione ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato per l'allargamento dei vincoli a tutto il colle di Tuvixeddu, che è stato annullato dalla sentenza del Tar. La Coimpresa e il Comune hanno precisato che riprenderanno al più presto i lavori interrotti da un anno. La sentenza del Tar ha ripristinato la situazione precedente, annullando l'allargamento dei vincoli e validando l'accordo di programma del 2000 per la realizzazione della lottizzazione integrata. Alcuni, come Legambiente, hanno affermato che la sentenza del Tar è un momento di arretramento e che l'area costituisce un valore importante a livello nazionale.
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