Le polemiche nate sulla gestione del Forum delle culture tra il Comune di Napoli e il ministero dei Beni culturali sollevano più di un interrogativo. È intuibile che la crisi collegata al problema dei rifiuti abbia fatto precipitare la credibilità dei nostri amministratori verso i quali il governo ha svolto, per necessità e in certi casi anche per volontà, un'azione di supplenza. Ciò stava per accadere anche in questo caso, dato che il ministro Rutelli aveva suggerito di insediare un coordinatore esterno per la gestione di un evento che dovrà essere realizzato nel 2013. Rispetto ad un'ipotesi del genere, per la quale erano addirittura circolati diversi nomi di candidati, vi è stata la reazione, giustificata nella sostanza ma censurabile nella forma piuttosto vivace, di chi - come l'assessore Oddati - avendo combattuto per ottenere che un evento di questa risonanza potesse essere assegnato a Napoli, rivendicava un ruolo di autonomia gestionale dell'evento stesso. Quali sono, dunque, gli elementi di maggior rilievo da valutare in questa polemica? Partendo da una considerazione più generale, vale la pena di osservare che la soluzione commissariale, valida in situazioni di emergenza, presenta aspetti non sempre e non soltanto positivi. Ogni volta che entra in gioco un commissario (o coordinatore, che dir si voglia) si produce inevitabilmente un diffuso effetto di deresponsabilizzazione dei poteri amministrativi ordinari. L'esempio più clamoroso è costituito proprio dal Commissariato straordinario per i rifiuti che in 14 anni - oltre a non risolvere il problema - ha ingenerato un deleterio rapporto conflittuale con le amministrazioni interessate. SEGUE A PAG. 46