Il direttore dei Musei Vaticani: «In centro solo in bici». L'urbanista: «A Siviglia il tram passa vicino alla Giralda» «SÌ ALLA TRAMVIA, no a un passaggio della tramvia a pochi metri dal Battistero e dal Duomo. Tutto qui». Antonio Paolucci, ex ministro nel governo Ciampi, prima di diventare direttore dei Musei Vaticani è stato per anni soprintendente dei Beni architettonici e poi del polo museale fiorentino. «So che Paolucci è un uomo di grande impegno sulle questioni che riguardano la salvaguardia dei beni storici e architettonici. Ma proprio per questo mi meraviglia in modo incredibile che lui tolleri da decenni ormai, che a fianco del Duomo e del Battistero passino enormi autobus, traffico automobilistico, che soltanto recentemente mi sembra un pochino ridotto, e poi gli dà fastidio che tutto questo venga spazzato via per far passare i tram, che sono uno strumento leggero, rispettoso dell'ambiente, rispettoso della storia e che fino alla fine degli anni cinquanta hanno costeggiato Duomo e Battistero, senza dare nessun fastidio. Lui è più giovane di me, ma forse se lo ricorda quando i tram passavano vicino al Battistero ».È uno dei nomi più prestigiosi dell'urbanistica italiana a replicare al professore Paolucci, si tratta di Giuseppe Campos Venuti. Entrambi hanno partecipato al forum organizzato dall'Unità proprio su questa domanda che divide i fiorentini: sì o no ai tram nel cuore storico e monumentale di Firenze? Su un punto entrambi sono d'accordo: la tramvia, fa bene alla città. Paolucci: «No, così non va bene perché non è che io tollero in centro gli autobus pestilenziali, il traffico automobilistico e quant'altro. Io vorrei che a pochi metri dalla porta nord del Battistero, il professore lo sa bene che in tutti i manuali della storia dell'arte la prima pagina della storia del Rinascimento comincia da lì, non passassero né le auto, né i bus e né la tramvia. Vorrei che quella zona rimanesse incontaminata, libera da qualsiasi mezzo, riservata solo ai pedoni. Tutto qui. È una richiesta così presuntuosa e utopica? Non mi pare. Bastava far passare la tramvia da piazza San Marco, in una zona di minore interesse artistico e monumentale. La mia è una preoccupazione da storico dell'arte, quale mi sento ». CamposVenuti: «Vorrei cercare di far riflettere un uomo di cultura, come Paolucci. Le ricordo che io sono stato l'assessore all'urbanistica che nel 1961 a Bologna ha lanciato la politica di salvaguardia dei centri storici, prima non esisteva nella politica italiana». Paolucci: «Lo so bene...». Campos Venuti: «Come dire che mi sento autorizzato a parlare in difesa dei centri storici. Ora è vero che il valore di quelle architetture, che Paolucci conosce meglio di me, è un valore intoccabile. Ma noi l'abbiamo lasciato disturbare, rovinare e intaccare per decenni senza fare niente. Adesso che dopo decenni viene presentata in maniera soft un'alternativa reale, un uomo di cultura come lei si oppone a questa alternativa. Il che significa praticamente che per avere la luna non ottiene neanche di eliminare il traffico che c'è oggi. Vorrei chiedere al professore Paolucci qual è l'alternativa? Forse quella di allontanare il traffico dal cuore di Firenze?». Paolucci: «Certamente si...» Campos Venuti: «Bene. Se è questa l'alternativa, il cuore di Firenze non può essere ridotto soltanto ad un luogo pedonale. Lei lo sa che il centro storico di Firenze è lungo quasi due chilometri e largo uno e mezzo. Possiamo pensare che sia accessibile altro che dai pedoni? Mi sembra impossibile». Paolucci: «Ma sarebbe bastato spostare la linea duecento metri più a nord. Tutto qui. Una soluzione potrebbe essere l'interramento del tratto della tramvia a ridosso del Battistero e del Duomo ». Campos Venuti: «A Bologna abbiamo scelto la follia: fare cioè una metropolitana interrata sotto il centro di Bologna. Questa metropolitana non si farà mai, perché il costo è cinque volte superiore rispetto alla tramvia di superficie. Noi abbiamo progettato con dei costi enormi un mozzicone di sotterranea lunga sei chilometri, quando il sistema delle tre linee fiorentine è di 20 chilometri in prima battuta, potrebbero arrivare a 35 se si allungano verso Rifredi e Coverciano. Voi a Firenze avete scelto la soluzione giusta per la salvezza di Firenze e del centro storico fiorentino e adesso si oppongono proprio gli uomini di cultura ». Paolucci: «Ma un interramento di trecento metri, sarebbe così costoso e impossibile?». Campos Venuti: «Non si può interrare solo di trecento metri, perché il tram non può andare in pendenza del cinque per cento come fanno le automobili. Il tram ha una pendenza massima dell'uno per cento. Quest osignifica che per interrare i trecento metri chiesti da Paolucci, bisogna partire da piazza della Libertà e sbucare a Sant aMaria Novella. Cioè significa fare un chilometro e mezzo di sotterranea. È una soluzione che costa una barcata di euro. Però non capisco una cosa: quanti anni ha Paolucci? Non se li ricorda i tram che passavano dal Battistero? Paolucci:«Me li ricordo. Ma come lo devo dire, non voglio che ci passino i tram. Voglio che non ci passi nessuno ma che ci vada solo la gente in bicicletta, come in piazza San Petronio a Bologna». Campos Venuti: «No guardi, piazza San Petronio a Bologna è marginalmente toccato dagli autobus, dai filobus e non solo. Altro che biciclette. Purtroppo Bologna, sotto questo aspetto non è per nulla protetta. Noi da Bologna invidiamo la soluzione fiorentina, perché è molto più rispettosa del centro storico, rispetto a quella che abbiamo adottato noi. I soldi per avere una sotterranea a Firenze o a Bologna non ci saranno mai». Paolucci: «Ma perché a Firenze non si può mettere la tramvia un po' più in là?». Campos Venuti: «Il problema è che in centro bisogna pure arrivarci ». Paolucci: «Non lo si può fare a piedi o in bicicletta?». CamposVenuti: «Insisto, Paolucci è uomo di cultura, però vorrei farle notare che lui vuole o tutto o niente. Il risultato è che in questo modo nella vita si ottiene niente». Paolucci: «Le dice che bisogna accettare questo compromesso ma a me fa senso pensare che a cinque metri dalla porta di Lorenzo Ghiberti, costata 21 mila fiorini d'oro, più di quanto in valuta reale non costi l'attuale tramvia, passino due treni (la mia è un'iperbole) in un senso, o nell'altro. Lo dico da reazionario storico dell'arte». Campos Venuti: «Il termine reazionario lei lo usa polemicamente. Io non l'ho mai detto... ». Paolucci: «È vero, ma questa storia della tramvia l'hanno stoltamente messa in politica». Campos Venuti: «Ritengo che la sua sia una posizione che non difende nemmeno il centro storico, perché i centri storici tappezzati di lamiere automobilistiche o autobussistiche sono una stortura. Lei sa benissimo che a Strasburgo a Zurigo o a Siviglia, io ho un figlio che vive proprio a Siviglia, hanno scelto la tramvia. Ma la Giralda per Siviglia, non è che sia di valore inferiore rispetto al Battistero per i fiorentini. Eppure lì hanno fatto passare accanto la tramvia. Ripeto, a Firenze non sarà assolutamente un insulto alla porta del Ghiberti, anche perché fino a cinquanta anni fa c'erano i tram e ci stavano benissimo, erano mezzi datati dell'ottocento, che il novecento aveva conservato e che stavano perfettamente insieme al duecento e quattrocento». Paolucci: «Permettetemi di rimanere della mia idea e soprattutto lasciatemi dire il mio dispiacere nel vedere questo argomento messo in politica. Per cui essere per la tramvia è di sinistra, essere contro è di destra». Campos Venuti: «Purtroppo per questo non ci compiaciamo né io e nè Paolucci. È triste che la politica diventi strumento di faziosità e non di discussione corretta e culturalmente significativa. Ripeto, che far passare la tramvia a trecento o quattrocento metri dal Duomo significa ridurre pesantemente il ruolo di questo sistema, che è una rete lunga venti chilometri e non sono soltanto quelle centinaia di metri che passano dal Duomo, senza avere il sostegno di pali. Lì c'è una modifica richiesta dalla soprintendenza che ha comportato l'eliminazione di fili sospesi, con le vetture che scorrono a batteria. A me sembra una soluzione originalissima e rispettosa della prospettiva del Duomo e del Battistero. Lo vogliamo chiamare un piccolo compromesso? Io non lo definirei così perché mi sembra una soluzione architettonicamente più che corretta. Ma chi l'ha detto che un piccolo tram non possa passare accanto al Duomo di Firenze. Ripeto, forse Paolucci non conosce le situazioni che ho citato. La Giralda di Siviglia, per la Spagna vale quanto vale per noi il Duomo di Firenze. In Spagna vederci passare vicino il tram non è affatto un insulto a quel monumento dell'arte, prima cristiana, poi mussulmana e poi ancora cristiana. Non capisco perché ostinarsi a questa sottrazione del rapporto tra un nuovo rispettoso e decoroso e stilisticamente ben disegnato, con l'antico, con lo storico, con quello che noi vogliamo vivificare. Noi pensiamo che il centro di Firenze fosse fatto un po' meno di uffici e più residenti. Con che cosa li porteremo questi residenti, tutti a piedi o in bicicletta? Io che ho ottant'anni, come faccio ad arrivarci?». Paolucci: «Ho ascoltato con rispetto le opinioni di un illustre collega, come il professore Campos Venuti. Mi lasci però concludere in questo modo:io esprimo un apprezzamento all'idea della tramvia, tanto che nel '90 da consigliere comunale della Dc approvai insieme ai miei colleghi il progetto della tramvia leggera. All'epoca si discuteva se farla in superficie o subway. Quindi nessuna obiezione al principio sacrosanto e utile della tramvia. Avrei però voluto un'attenzione diversa per quel luogo unico al mondo che è il Battistero di Firenze e il Duomo dei fiorentini, mi sarei aspettato una deviazione di qualche centinaia di metri, lasciando esclusivamente ai pedoni, alle biciclette e ai taxi quella parte di Firenze. Quindi via le auto, gli autobus e la tramvia. Ma solo in quel punto. Per il resto la tramvia va benissimo, come essere contrari ad un rapporto leggero su rotaia».
l'Unità
10 Febbraio 2008
FIRENZE - Duomo e tramvia, faccia a faccia Paolucci-Campos Venuti
OS
Osvaldo Sabato
l'Unità
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Bene culturale
Luogo
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