Presentata ufficialmente la neonata struttura che riunirà tutte le realtà operativa nel campo culturale cittadino e che si apre al maggior numero possibile di soggetti -------------------------------------------------------------------------------- LA CULTURA come elemento di sviluppo della città, intrecciato con il ridisegno che ne verrà dal nuovo Prg; la cultura come una spa che riunisca - sfrondando uffici e costi, e lanciando al meglio le iniziative - tutte le realtà operative, dal Ducale ai musei e alle biblioteche, ma anche ai teatri e agli eventi di spettacolo. Si parte con quattro milioni circa di euro, ma la "dote" della Fondazione per la Cultura, nata ufficialmente venerdì dallassemblea di trasformazione della Ducale spa, a seguito della delibera approvata allunanimità in consiglio nel dicembre scorso, crescerà man mano che nuove realtà vi aderiranno. Saranno la Regione, ma anche la Fondazione Carige e la Fondazione San Paolo, a partire dal prossimo marzo, spiega il sindaco Marta Vincenzi; ma il discorso è aperto ad altri soggetti. Anche perché, spiega Luca Borzani, uno dei primi tre nominati nel consiglio direttivo e futuro presidente della Fondazione, la cui nascita ha seguito da due anni a questa parte, «nessuna città può ormai reggere il suo sistema culturale allinterno; bisogna perciò passare dalla rete tra gli operatori della città alla rete tra le città, guardando soprattutto al Nord Ovest». E uscendo da "un certo conformismo", come dice Borzani, che connota la cultura a Genova, per andare sempre di più verso nuovi mezzi espressivi, in particolare legati al mondo giovanile, «e aprire la fruizione della cultura a più soggetti che ora ne stanno lontani». I giovani in primo luogo, con attività mirate specialmente sui teatri, concordano Carlo Repetti, direttore dello Stabile, il sovrintendente del Carlo Felice Gennaro Di Benedetto e il direttore artistico Cristina Ferrari. Continuità nel progetto, discontinuità nel metodo e negli obiettivi, dice ancora la Vincenzi: è come se fosse una nuova partenza dopo quella del 1992, che ha permesso il recupero di unarretratezza enorme della città sulla scena culturale e promozionale. Ora, invece, si va oltre (o almeno così si dice) e basta con labbinare lidea di "cultura" alla desolante e consueta sfilata di visoni color miele nei guardaroba dei teatri, a favore di un elemento di crescita e di confronto, dentro la città e soprattutto fuori. La Fondazione, prima di diventare realmente operativa, deve attendere 120 giorni necessari per ottenere il riconoscimento statale, e nel frattempo andranno avanti le strutture della Ducale Spa, con tutti i dipendenti che passeranno alla Fondazione, mischiandosi adesso con quelli dei diversi uffici comunali che gestiscono la cultura, diretta da Teresa Sardanelli, insieme a musei e biblioteche.