Potrebbe sorgere tra via Zamenhof e il palazzo vescovile -------------------------------------------------------------------------------- Un nuovo parcheggio pubblico sotterraneo potrà essere realizzato nell'area tra via Zamenhof e il palazzo vescovile. Una delle osservazioni presentate al piano della città storica prevede infatti la nuova struttura e la giunta ha deciso di accogliere, sia pur parzialmente, la previsione. Naturalmente occorrerà anche il via libera del consiglio comunale, che domani si occuperà della questione. I consiglieri dovranno infatti vagliare le le 38 osservazioni che sono state presentate in seguito all'adozione, nell'ottobre 2006, del piano per la città storica, firmato dall'architetto Pierluigi Cervellati. La proposta della giunta, sentiti gli uffici, è di respingere completamente 11 osservazioni, accoglierne per intero altre 2 e accogliere parzialmente le restanti. Tra queste c'è appunto la richiesta della diocesi di realizzare un parcheggio pubblico interrato. Viene invece totalmente respinta la richiesta di confermare l'area di parcheggio a ridosso del seminario. E' stata respinta anche la richiesta di poter utilizzare la sconsacrata chiesa di Santa Maria Nuova o dei Bombardieri per funzioni di tipo direzionale. Nella chiesa - lo ricordiamo - sono stati scoperti nei giorni scorsi alcuni splendidi affreschi presumibilmente risalenti al tredicesimo secolo. «Diverse osservazioni - si legge in un comunicato dell'ufficio stampa del consiglio comunale - chiedevano una disciplina meno restrittiva per l'insediamento di attività artigianali. La risposta è che tali attività potranno insediarsi anche su piani diversi da quello terreno, "purché il loro svolgimento sia compatibile con le caratteristiche architettoniche proprie dei locali abitativi e rispettoso della funzione residenziale". Questa integrazione riguarda l'articolo 20 che detta norme sugli edifici di tipo modulare, parte prevalente del patrimonio insediativo». Viene ampiamente accolta anche l'osservazione della Soprintendenza ai monumenti, estendendo, per esempio, la cartografia di piano ai fabbricati posti al di fuori della terza cerchia muraria ed attestando che la "tutela delle testimonianze architettoniche contemporanee non è negata dalla classificazione tipologica degli edifici".