L'elettrodotto non deve devastare il territorio di S. Gennaro -------------------------------------------------------------------------------- Il paesaggio collinare deve essere tutelato. E a tutti i costi. Le amministrazioni locali e le soprintendenze si devono impegnare in questo senso ed Enel da parte sua dovrebbe presentare piani d'intervento compatibili con le indicazioni degli enti locali. Questa in sostanza la posizione di Italia Nostra sulla vicenda del nuovo elettrodotto che la società elettrica vuole costruire a San Gennaro. Un caso balzato all'attenzione della cronaca per la forte contrarietà dei residenti interessati dall'intervento. «Linee elettriche e paesaggio. È questo un tema che ad intervalli regolari arriva sulle pagine della cronaca - esordisce il presidente Nostra Roberto Mannocci -. Da un lato l'Enel e la ristrutturazione o il potenziamento delle linee, dall'altra cittadini che si allarmano sia per i timori per la propria salute che per l'impatto visivo dei progettati nuovi impianti. È di ieri la notizia della ristrutturazione della linea elettrica "storicizzata" (come la definisce Enel) sulle colline di S. Gennaro, ma è solo di qualche mese addietro la questione di Lappato, di quasi un anno la grande linea di S. Alessio e in precedenza quella nel Morianese. Cosa succede a S. Gennaro? Per un modesto tratto (circa 500 metri) agli esistenti 12 modesti pali cementiti - spiega Mannocci -, alti 7-8 metri, vogliono essere sostituiti con strutture a traliccio poggianti su plinti in cemento ben più alte e consistenti (due tralicci da 10 metri, uno da 12, sei da 14 e uno da 24). Se da un lato maggior altezza significa maggiore distanza dalle abitazioni della corrente trasportata, dall'altro le nuove strutture moltiplicano l'effetto impatto su un paesaggio di pregio che è l'unica risorsa del luogo, sulla cui qualità, amenità e valorizzazione si sono realizzati investimenti privati e alla cui conservazione dovrebbe mirare la gestione territoriale del Comune. Se la fornitura di energia elettrica è un servizio indispensabile e ineludibile per la nostra società altrettanto indispensabile e ineludibile è la difesa di quel bene primario, assoluto e a priori che è il paesaggio, come recentemente ha la Corte Costituzionale». Le colline di San Gennaro, come quelle di Lappato, di S. Alessio e del Morianese, devono essere tutelate in quanto ambiti di valore paesaggistico e proprio da questo, secondo Italia Nostra, devono partire i comuni e le soprintendenze quando concedono autorizzazioni, o Enel quando presenta piani di intervento. «Desta meraviglia come da parte dell'azienda non si sia proceduto ad elaborare un piano generale di interventi di razionalizzazione della propria rete da sottoporre anticipatamente a comuni e soprintendenza - conclude Mannocci - in modo da recepire da questi enti le prescrizioni ineludibili che possono andare dall'andamento del tracciato all'interramento in modo da programmare nel tempo i propri investimenti. La presentazione preventiva di un piano da parte di Enel dovrebbe essere pretesa dalle amministrazioni comunali e dalle soprintendenze per assolvere al proprio ruolo di tutela del paesaggio e della salute dei cittadini, per raggiungere un risultato obiettivo e non influenzato solo dalla forza di contrapposizione di singole comunità».
CAPANNORI. Italia Nostra prende posizione sul progetto: Paesaggio, bene primario
Il presidente di Italia Nostra, Roberto Mannocci, ha espresso preoccupazione per il nuovo elettrodotto che Enel vuole costruire a San Gennaro. Il paesaggio collinare deve essere tutelato e le amministrazioni locali e le soprintendenze devono impegnarsi in questo senso. Enel dovrebbe presentare piani d'intervento compatibili con le indicazioni degli enti locali. Il nuovo elettrodotto sostituirà gli esistenti 12 pali cementiti con strutture a traliccio più alte e consistenti, che moltiplicheranno l'effetto impatto su un paesaggio di pregio. Italia Nostra sostiene che la difesa del paesaggio è altrettanto importante della fornitura di energia elettrica.
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