Il soprintendente Artioli critico sull'ipotesi di spostare il capolinea delle Fnm all'altezza del Comune. «Tuteleremo la stazione in stile liberty come abbiamo fatto con l'attracco dei battelli di CeRNobbio» Mentre le Nord studiano come limare la pendenza che devono affrontare i treni tra Como Borghi e Camerlata, parte in salita il progetto di arretramento della stazione a lago. L'ipotesi, presentata l'altro ieri in giunta dal sindaco Stefano Bruni, prevede di trasferire il capolinea all'altezza di Palazzo Cernezzi e di trasformare l'area di CoMo Lago in una nuova struttura per la sosta dei veicoli e la ricettività turistica (leggasi albergo)- II soprintendente ai Beni architettonici lombardi, Alberto Artìoli, esclude che si possano fare interventi radicali sull'edificio che fa angolo tra il lungolago e largo Leopardi. «Non entro nel merito delle scelte politiche» , premette il tecnico. Che si limita a ricordare quello che prevede la legge: «Gli edifici che appartengono ad enti o società pubblici da più di cinquant'anni sono automaticamente vincolati. I proprietari, se vogliono apportare delle modifiche, devono chiederci di verificare il reale valore storico-artistico del bene. Se lo giudichiamo di scarso pregio, possono intervenire come vogliono. Altrimenti viene vincolato». Questa seconda ipotesi è la più probabile nel caso di Comò Lago. «È un monumento - afferma Artioli -. Quell'edificio è sicuramente di pregevole fattura e di interesse storico. Rappresenta un'immagine, legata non solo all'evoluzione storica dei trasporti, ma anche a quella turistica del lago di Corno. Ci ricorda quando i gitanti arrivavano da Milano e salivano a Brunate». «Come abbiamo salvaguardato l'attracco dei battelli di Cernobbio - aggiunge -, che Como Lago richiama fortemente nello stile vicino al liberty, tuteleremo anche la stazione». Sul fronte politico, il progetto presentato da Bruni è stato subito bocciato dall'opposizione per voce del capogruppo del Pd Luca Gaffuri. «Sarebbe un errore clamoroso - commenta -. Arretrare una fermata a lago, con la possibilità di collegamenti con i battelli e la funicolare, vuoi dire andare in una direzione opposta a quella che vuole essere la vocazione turistica della città». Il centrosinistra contesta anche il ridisegno complessivo della tratta cittadina delle Nord, così com'è stato illustrata dal sindaco. «Penso che sia troppo limitato il raddoppio dei binari da Grandate al Comune - sostiene Gaffuri -. Il tratto Grandate-Camerlata è già in duplice binario, ma oltre a questo riteniamo che si debba costruire un sistema: da Cantù a Chiasso con le ferrovie dello Stato, da Comò Lago al nuovo ospedale con le Nord e tra Corno Lago e Como San Giovanni ipotizziamo una metrotranvia sulle strade attuali». Infine promette di rispondere al sindaco pubblicamente «prima di Pasqua, con un convegno in cui presenteremo la nostra proposta». Tra le voci contrarie all'arretramento di Como Lago anche quella dell'avvocato Lorenzo Spallino, che ieri ha rispolverato un progetto di Vittorio Gregotti del 1984, in cui già si paventava lo spostamento della stazione. Lo definisce «incredibile». Mentre quello presentato da Bruni a suo parere è addirittura «devastante». «Penalizza - osserva - le fasce meno agiate della popolazione che scendono dai paesi del lago con i mezzi pubblici e anche i turisti che arrivano in treno dalla Brianza e da Milano». Spallino invita a non rinunciare a una stazione fronte lago «unica al mondo» e ad imitare Zurigo, «dove i treni diventano tram quando entrano in centro, senza passaggi a livello, sostituiti da semplici semafori».