Dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali è arrivato il veto assoluto. È "sconveniente" assegnare a partiti spazi pubblicitari in piazza Duomo. In particolare, nei prossimi mesi la propaganda politica non potrà essere proiettata sul mega-schermo sistemato da qualche mese sui ponteggi che circondano l'Arengario. In vista dell'inizio della campagna elettorale, gli uffici diretti da Alberto Artioli hanno comunicato la loro decisione con una lettera recapitata ad alcuni membri dello staff tecnico di Palazzo Marino. La spiegazione di questa scelta è apparsa poco chiara: «Questione di opportunità». E, ovviamente, c'è chi si è ribellato. «Mi sembra un fatto inspiegabile - spiega l'assessore all'Arredo Urbano Maurizio Cadeo - trattano la politica come se fosse una cosa scandalosa, da nascondere agli occhi delle persone, dimenticando che si tratta di un'attività importantissima. La politica è ciò che fa da tramite le istituzioni e i cittadini, cercando di interpretare al meglio il volere di quest'ultimi». Un'attività che forse «non tutti svolgono in maniera corretta, ma questo è un altro discorso». Aperto anche un problema formale: «Resta da capire - continua Cadeo - con quale autorità abbiano pensato di imporre questa posizione, visto che non mi pare che rientri nelle loro competenze». Fatto curioso, il veto riprende quasi in toto i principi ispiratori di una delibera recentemente approvata in Consiglio provinciale. Rifondazione ha chiesto - e ottenuto - che sulle pareti di proprietà di Palazzo Isimbardi Fotog vengano affìssi solo messaggi promozionali di un certo tipo: vietate le pubblicità a tema religioso e politico; Bandite tutte le aziende che vendono prodotti alcolici; veto assoluto per tutte le imprese che hanno qualche collegamento con aziende che esportano armi, inclusi gli azionisti o soci di ogni genere.