Il soprintendente: spesso i ricorsi dei privati vanificano il nostro rigore GENOVA. Centinaia di dimore agricole costruite nelle fasce seguendo la legge urbanistica regionale che autorizza un presidio sul territorio, ma che in realtà sono tutte "seconde case". E ogni anno è una miriade di nuovi insediamenti. Che insidia anche il prezioso entroterra di Santa Margherita e la piana di Latte nell'estremo ponente, degradante verso il mare. Una costa che «va assolutamente conservata» perché sempre «sotto tensione», dove gravano gli appetiti di nuova portualità del Nord Italia ma anche dell'Europa, costa dove si cementifica e si «tappano tutti i buchi» dove «persiste il micidiale binomio porto-casa mentre i porti si possono autofinanziare anche con i posti barca». Infine la volontà di recuperare zone critiche (come lo scheletrone della Palmaria) e di rivalorizzare, come da sollecitazione ministeriale, piazze e strade storiche. Si prepara così alla revisione dei piani paesistici prevista dal Codice (articolo 156) per maggio, il soprintendente ai Beni Architettonici e Ambientali della Liguria Giorgio Rossini, lavorando insieme alla Regione che, a quel che dichiara, «dimostra di recepire le indicazioni della Soprintendenza in senso conservativo». Soddisfatto per aver ridotto nei suoi tre anni di reggenza i residui passivi dall'80 al 36, segno che progetti e appalti hanno camminato spediti, ma sempre preoccupato per una voglia di cemento che si fa fatica a frenare. «Mi riferisco a Pietra Ligure dove al posto dei cantieri Rodriguez già si propone una concentrazione edilizia cui ci opporremo, mi riferisco alla battaglia per la diga di Santa Margherita per cui puntiamo ad una riduzione della lunghezza di almeno dieci metri e dell'altezza perché sbarra ogni prospettiva. Mi riferisco al ponte di Ventimiglia e anche a questa nouvelle vague di costruire alberghi a ridosso del mare. Non vorrei fossero cavalli di Troia». Il ragionamento di Rossini è il seguente: la tendenza è quella di chiudere gli alberghi anche storici e di trasformarli in residence o comunque in abitazioni. Succede, o può succedere a Bordighera come a Rapallo o a Chiavari. Tornando alle seconde case costruite con la fittizia intenzione di presidiare il territorio agricolo, Rossini invoca nel prossimo piano paesistico uno strumento per contrastare il fenomeno. «Noi come soprintendenza cerchiamo di annullare parte di queste autorizzazioni, ma poi i privati ricorrono al Tar e spesso vincono». Così il piano paesistico va contro il dilagante commercio, abusivo e no, chiedendo che si regolamenti l'uso delle piazze storiche se invase dalle bancarelle. Noi interverremo sugli enti locali anche se in Liguria non ci sono esempi macroscopici di piazze storiche snaturate». Quanto ai tracciati storici, Aurelia in prima fila, Rossini dice che «si stanno cercando percorsi abbandonati e sconosciuti che una volta individuati si intende restaurare, compresa anche una sorta di fascia di rispetto». Cita al proposito una mulattiera, una vera bellezza, che Camogli vorrebbe allargare per favorirne la viabilità. Rossini frena, come dire: studieremo il modo in alcuni tratti di renderla più praticabile, ma non ci sarà una radicale trasformazione.