In Italia record di abilitati ma studi di dimensioni ridotte Italia, il Paese con un'altissima densità di architetti. E il Paese dove i professionisti hanno un'organizzazione pulviscolare che mal si accompagna con la necessità di gestire programmi complessi, sempre più caratterizzati dal binomio pianificazione urbanistica e progettazione. È una delle linee di tendenza che emerge dalla ricerca sul mercato della progettazione curata dal Cresme e dal Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, presentata ieri a Palermo in occasione del congresso nazionale della categoria. In Italia gli architetti sono oltre 123mila, uno ogni 470 abitanti. Si tratta del tasso più elevato d'Europa. Tuttavia, nessuno degli studi professionali italiani figura tra i 50 maggiori gruppi di consulenza in ingegneria e architettura, classifica dominata da organizzazioni inglesi. Neppure Renzo Piano compare nella graduatoria, anche se è la firma dell'architettura più apprezzata dopo Sir Norman Forster. Qual è il mercato per gli oltre 123mila architetti? In Italia nel 2007 sono stati realizzati 81.516 edifici per un costo di 67 miliardi di euro. Il 75 delle costruzioni è stato destinato a uso abitativo: 43.100 sono villette (che hanno fino a quattro unità abitative), 11mila sono palazzine (fino a 15 abitazioni). E ancora: sono 3.874 gli edifici di edilizia residenziale (oltre 15 abitazioni), 6.425 i capannoni industriali e i lavoratori, 3.332 gli edifici commerciali e turistici, 9.696 i fabbricati per l'agricoltura e altri 3.119 destinati a vari usi non residenziali. Una dispersione, quella del mercato delle costruzioni residenziali, che spesso non riesce a fare del sapere architettonico la cifra delle nostre città. La sfida è ribaltare questa situazione. Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale di categoria, proprio in occasione del congresso di Palermo, ha rilanciato l'architetto come promotore - insieme con amministrazioni e committenti - della democrazia urbana, «quel processo che fa leva su opportune consultazioni nelle comunità e sull'intreccio equilibrato tra architettura e urbanistica, attraverso la programmazione dei progetti, per trasformazioni condivise». Per Sirica la democrazia urbana è lo strumento per la riqualificazione urbana, nelle periferie degradate, come nelle aree di maggior pregio, dove comunque si deve fare i conti con la necessità di innovazione. Dice Sirica: «La direttiva europea sul risparmio energetico produrrà una vera rivoluzione sia nel campo dell'industria delle costruzioni sia in quello della progettazione architettonica e urbanistica». Gli architetti - assicura Sirica - «sono pronti». Il metodo della democrazia urbana consente - afferma Sirica - di superare «l'urbanistica vincolistica del dopoguerra, tutta quantitativa, che ha prodotto anche il disastro dei condoni, senza però ricadere in una sorta di iperliberismo senza regole, che pure è in auge in alcune realtà, affidando acriticamente tutto ai privati, con possibili preoccupanti ricadute sulla collettività». E dunque, «niente più condoni» ammonisce Sirica. Nel pomeriggio il congresso - che si è aperto al Teatro Massimo - ha discusso di riforma delle professioni, inseguita ormai da decenni. «Nella prossima legislatura partiremo dalla proposta del Cup», ha promesso Michele Vietti, Udc. «Nei prossimi giorni apriremo il forum Internet di consultazione dei professionisti» ha detto Pierluigi Mantini, Pd. Oggi i lavori del congresso -dedicato a «Conoscenza, competitività, innovazione, verso una democrazia urbana per la qualità» - proseguiranno al San Paolo Palace Hotel.
Gli architetti: mai più condoni
In Italia, gli architetti sono oltre 123mila, uno ogni 470 abitanti, il tasso più elevato d'Europa. Tuttavia, nessuno degli studi professionali italiani figura tra i 50 maggiori gruppi di consulenza in ingegneria e architettura. Il mercato per gli architetti è quello delle costruzioni residenziali, con 81.516 edifici realizzati nel 2007 a un costo di 67 miliardi di euro. La dispersione del mercato delle costruzioni residenziali spesso non fa del sapere architettonico la cifra delle nostre città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo