Una Piccadilly Circus a Milano, «piazza San Babila o Cadorna» come lo scorcio londinese nella City di Westminster. Luci sulla città, sponsor e neon, déjà-vu di Palazzo Carminati. È uno degli emendamenti al regolamento sulla pubblicità promossi da Forza Italia. Il soprintendente ai Beni culturali, Alberto Artioli, boccia San Babila («Non è il caso») e apre su Cadorna. Intanto, la commissione di ieri ha rallentato l'iter del regolamento. L'azzurro Vincenzo Giudice ha chiesto all'assessore Maurizio Cadeo (An) di «adeguare gli impianti agli standard europei»: il rischio, altrimenti, «è che il nuovo piano nasca già vecchio». Fabrizio De Pasquale (Fi), presidente della commissione, ha proposto una «norma antifurbi sui restauri con pubblicità» (un solo intervento ogni quattro anni) e limiti più severi per le facciate dei palazzi in piazza Duomo. E proprio sul centro della città s'è espresso ieri Artioli: «Chiedo un uso regolato e moderato della pubblicità, anche per il monitor sull'Arengario». Non a caso, per evitare «un ulteriore affollamento» di pannelli e manifesti, il soprintendente ha bocciato lo sponsor sulla statua di Vittorio Emanuele in piazza Duomo. Risultato: restauro bloccato.