Gli ARTISTI sono esseri speciali. Vedono quello che l'occhio comune non riesce a scovare. Trovate insopportabile la montagna di monnezza sotto la finestra? Non vi preoccupate, non è grave. Anzi, sostiene Damien Hirst, in un'intervista rilasciata a «Panorama» da ieri in edicola, che «la spazzatura a Napoli è solo una delle tante storie buffe» che ci sono al mondo. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo: meno male, noi pensavamo che fosse una tragedia come aveva detto il presidente Napolitano . Ah, gli artisti sono sempre rassicuranti. Attualmente Hirst è, se non Io sapete, dopo Jasper Johns, l'artista vivente più caro al mondo. È quello, se avete fatto un salto al Madre di via Settembrini a Napoli, degli animali in formaldeide. Qui abbiamo la pecora, altrove ci sono mucche, tigri, squali. Negli anni Novanta è stato il capofila dei Young British Artists. Un maestro insomma, molto ben pagato. E ha il genio assoluto dell'artista nel rintracciare il buffo laddove gli altri si turano il naso e smadonnano. Vive tra Gran Bretagna e Messico. E nell'intervista dice che «il Messico è come Napoli, ma con più sangue». E vai. «Napoli è una città eccitante, piena di vita, dove la gente è tutta una sopra l'altra. Mi piacciono le città così, piene di debolezze umane. E poi sono un grande amico di Antonio Bassolino». Ah, ecco. I due si sono conosciuti nel 2004, quando all'Archeologico fu realizzata una retrospettiva del Maestro. La organizzò, spiega Hirst, Bassolino: «Penso che sia un grande. Ama davvero l'arte. Fa un lavoro molto complicato, e riesce a farlo con fascino. È una vergogna che debba lasciare». Ma come non gli hanno detto che resta? Buffo. Ci ha pensato però lo stesso governatore che gli ha mandato un'email di ringraziamento e di rassicurazione: non lascio, Damien, greetings from Naples. Tranquillo lui, tranquillo tutti? Ci insinua un dubbio il sovrintendente Nicola Spinosa, che dall'alto di Castel Sant'Elmo, ha uno sguardo circolare. «Gli artisti non sono dei comuni mortali». Vedono cose che non umani non riusciamo a immaginare. E la difesa di Bassolino? «È di parte» sbotta con una risata Spinosa. «Gli ha organizzato la mostra che, se non sbaglio, costò più di un milione di euro». È solo la voce della gratitudine, anche se Hirst non ha bisogno di genuflessioni? «Ogni artista difende il proprio committente, dai tempi del Rinascimento, quello vero. Il committente ha sempre ragione. Però un consiglio a Hirst voglio darlo». Prego? «La prossima volta che viene a Napoli non si fermi a piazza Plebiscito, vada anche a Pozzuoli e a San Giorgio a Cremano». Ci sono tante cose buffe.
Hirst: L'immondizia? Solo una storia buffa. E difende Bassolino
Damien Hirst, l'artista britannico, ha detto in un'intervista a Panorama che la spazzatura a Napoli è solo una delle tante storie buffe al mondo. Ha anche detto che il Messico è come Napoli, ma con più sangue. Hirst è attualmente l'artista vivente più caro al mondo e ha il genio assoluto dell'artista nel rintracciare il buffo. Vive tra Gran Bretagna e Messico e ha un grande amico, l'autore Antonio Bassolino. La mostra di Bassolino, organizzata da Hirst, costò più di un milione di euro. Hirst difende il proprio committente, Bassolino, e ha detto che ogni artista difende il proprio committente.
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