Irregolare la Commissione di valutazione nominata dalla Giunta: «Ci voleva una legge» Cancelli aperti alle ruspe e a oltre 250mila mq di cemento. Il colle Tuvixeddu-Tuvumannu non è più vincolato: Nuove Iniziative Coimpresa può riprendere la realizzazione del complesso residenziale tra via Is Maglias e la necropoli fenicio-punica più significativa del Mediterraneo. Con tre sentenze, il Tkr ha cassato il procedimento adottato dalla Regione per estendere la tutela (da 12 a 48 ettari) in base alla dichiarazione d'interesse paesaggistico, e fagocitare l'imponente piano edilizio di Gualtiero Cualbu. Fino all'intervento del Consiglio di Stato, torna ad essere sovrano l'accordo di programma del 2000, siglato da Comune, azienda e la stessa Regione. Il cantiere è fermo dal 17 gennaio 2007, dopo una serie di stop imposti e poi ritrattati, proprio in coincidenza con le udienze davanti al Tribunale amministrativo. Per bloccare i lavori la Giunta di Renato Soru ha nominato una commissione di valutazione in modo illegittimo. Più di tutto, sottolineano i giudici della seconda sezione (presidente Lucia Tosti, relatore Rosa Panunzio, consigliere Francesco Scano), si impone il «legittimo sospetto» che Viale Trento avesse lo scopo di sostituire il progetto di Cualbu con quello dell'architetto francese Gilles Cle-ment. «Sviamento di potere». Locuzione giuridica per indicare le «contraddizioni» del procedimento e l'«uso deviato del potere», «strumentalizzando provvedimenti amministrativi illegittimi destinati a perseguire finalità dagli stessi non consentite». La stoccata non è di poco conto, e non si limita alle questioni tecnico-giuridiche. Commissione illegittima. Il Tar ha accolto tutti i motivi di ricorso presentati dalle tre controparti della Regione: Impresa Cocco (quella in viale Sant'Avendrace, difesa da Benedetto Ballerò), Nuove Iniziative Coimpresa (assistita da Pietro Corda) e Comune di Cagliari (rappresentato da Marcello Vi-gnolo). Tutto ruota sulla censura del modo in cui la Regione ha istituito la Commissione regionale: avrebbe dovuto essere nominata per legge. Ma, invece di interpellare il Consiglio, il 12 gennaio 2006 la Giunta ha usato lo strumento della delibera. Atto illegittimo e dunque nullo. Anche perché «lo stato dei luoghi non è realisticamente descritto nella relazione (della Commissione, nda) che ricostruisce la storia del territorio» ma non ha capito che l'area è mutata, nonostante le fantomatiche «nuove» scoperte da tutelare non siano state riscontrate dal Tar. Anzi, le valutazioni degli esperti sono state espresse sulla base di cartografie non aggiornate. Coimpresa. «Giustizia è fatta», si compiace Gualtiero Cualbu. «La sentenza del Tar andrà ad aggiungersi all'esposto già presentato in Procura». Per la conta dei danni derivanti dallo stop (almeno 10mila euro al giorno, è scritto nel ricorso al Tar) c'è comunque tempo. «Di certo - dice attraverso il portavoce Gian Carlo Campana - non li chiederemo all'amministrazione, ma faremo in modo che i singoli, non la collettività, paghino per questa vicenda». Decreti emessi e poi ritirati per un lungo braccio di ferro Il blocco ai lavori del cantiere della Coimpresa del gennaio 2006 è l'ultima puntata di una lunga saga. 119 agosto 2006, l'assessore regionale ai Beni Culturali Carlo Mannoni decreta Tuvixeddu-Tuvumannu area di "notevole interesse pubblico", ma ritira il decreto a novembre, in vista dell'istituzione della Commissione. Nel frattempo, il Comune di Cagliari e il sindaco Emilio Floris scende in campo per difendere l'accordo di programma sottoscritto nel 2000, anche perché via Roma è impegnato nella realizzazione del Parco Archeologico e del Museo di Tuvixeddu. Nel dicembre 2006, la Giunta istituisce la Commissione regionale per il paesaggio, che termina i lavori il 21 febbraio. Ma in una delibera del 7 febbraio, l'esecutivo riesce a prevedere l'esito dei lavori della Commissione. La proposta di vincolo avanzata dagli esperti viene approvata dalla Giunta il 22 agosto 2007. Il cantiere è fermo già da otto mesi.
Crollano i vincoli su Tuvixeddu Tutela immotivata e illegittima
La Corte di Cassazione ha annullato il procedimento di valutazione della Commissione regionale nominata dalla Giunta per estendere la tutela del paesaggio al complesso residenziale Tuvixeddu-Tuvumannu. La Commissione era stata nominata in modo illegittimo, con una delibera della Giunta anziché un atto di legge. La sentenza del Tar ha accolto tutti i motivi di ricorso presentati dalle tre controparti della Regione, tra cui l'Impresa Cocco, Nuove Iniziative Coimpresa e il Comune di Cagliari. La Corte di Cassazione ha confermato che lo stato dei luoghi non è realisticamente descritto nella relazione della Commissione e che le valutazioni degli esperti sono state espresse sulla base di cartografie non aggiornate.
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