La Sibec (Società italiana per i beni culturali) ha lasciato il posto ad Arcus (Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo). A una Spa ne succede un'altra. Lo prevede la recente legge 291. I compiti sono analoghi: la promozione e il sostegno finanziario, tecnico-amministrativo e organizzativo di progetti e altre iniziative di investimento nell'ambito del restauro e del recupero del patrimonio artistico, nonché interventi a favore della cultura e dello spettacolo. La speranza è che Arcus che ha sede a Roma è dispone di un capitale sociale di 8 milioni di euro, sottoscritto dal ministero dell'Economia non ripercorra le poco edificanti orme della Sibec. Quella società, nata nel '97, non è mai divenuta operativa. Anche lo scorso anno il Governo ha tentato, senza successo, di rivitalizzarla portando il capitale sociale a 10 milioni di euro (in origine era di poco più di 51 mila euro) ed estendendone le competenze. Arcus, dunque, soppianta la Sibec. La neonata Spa è guidata da un consiglio di amministrazione di sette componenti, nominati dal ministro dei Beni culturali. Tre membri del Cda sono segnalati dal ministro dell'Economia, mentre il presidente viene designato dopo aver sentito le commissioni parlamentari. Al capitale sociale di Arcus possono partecipare anche le regioni, gli enti locali e altri soggetti pubblici e privati, che possono acquistate azioni per un importo non superiore al 60 del capitale sottoscritto dallo Stato.