INTERVENTO Il segretario regionale del Pd a favore della tramvia: il progetto è una delle cose importanti da realizzare Una frase per me profondamente sbagliata che confligge con lessenza profonda di Firenze. Lapogeo di questa città e della Toscana, quello spazio di tempo che sta tra la fine del Medioevo e la prima epoca moderna, fu un momento di grande innovazione e cambiamento. Da molti è stato considerato proprio come lelemento di frattura originario dellepoca moderna. Forse occorre ricordare il dibattito storiografico sulla transizione tra feudalesimo e capitalismo. In quella discussione, che riguardò molti degli storici più importanti del secolo scorso, Firenze e la Toscana furono il caso più studiato e dibattuto. Perché nella Firenze di quel tempo erano particolarmente visibili i caratteri originari di una società moderna che si emancipava dal passato. Un embrione di capitalismo e di uneconomia nuova crebbe tra le viuzze di questa città. Le sue botteghe, la nascita delle banche e del credito, unidea globale degli scambi, la logica di un profitto da ricercare nella qualità della merce dettero ricchezza a questa regione in una maniera sconosciuta in quel tempo a gran parte del pianeta. Tutto questo favorì, e allo stesso tempo fu favorito, da una profonda capacità di innovazione tecnica e da una grande modernità culturale. Un mecenatismo intelligente e aperto portò sulle sponde dellArno alcuni tra i più importanti pensatori dellepoca. Fu così che giunsero a Firenze i grandi traduttori greci, i matematici alessandrini e gli studiosi aristotelici arabi. Uomini di rottura spesso indesiderati nelle corti europee, ma che qui trovarono accoglienza e ascolto e in cambio offrirono idee e cultura per innovare la società. Anche grazie a loro si potè diffondere un nuovo modo di guardare il passato. Fu spazzata via una visione acritica e contemplativa dellantichità, si diffuse unidea per la quale il sapere del passato serviva per costruire una visione nuova e moderna. Era una società che voleva aprire le porte di nuovi orizzonti per luomo. Lessenza di questo momento della storia è per me ciò che di più importante la Toscana ha fatto per lumanità. Questa sete di futuro e cambiamento che ha prodotto artisti, viaggiatori, scienziati non può essere conservata in uno scrigno foderato di velluto perché non si sciupi. Lunico modo che esiste di garantirne la conservazione è di farla vivere nel presente, cercare cioè di ridare a questa terra un futuro non relegato nellappagamento di un passato glorioso, ma proiettato invece nelle vicende di una società globale e contemporanea. Per questo non basta la tramvia di sicuro, ma la tramvia è una delle cose importanti da fare in una società nella quale la mobilità è diventata una discriminante dello sviluppo. Bisogna avere il coraggio di cambiare, di abbandonare una visione statica e contemplativa. Se si fossero seduti sul loro passato i toscani del Rinascimento non avrebbero prodotto tutto questo. Il passato e la cultura devono diventare le ali del futuro. Bisogna rendere Firenze una città che vive nella contemporaneità, che combatte la rendita e limmobilismo, che sono i veri mali di questo paese. Per questo non ho paura di essere una capra ignorante. Lignoranza, se è nutrita dalla sete di sapere e dalla curiosità, può trasformarsi in un motore incredibile. Firenze e la Toscana devono decidere cosa vogliono fare da grandi e se guardano allessenza del proprio passato non possono avere dubbi: andare avanti.