Confronto bipartisan al liceo da Vinci: gli studenti fanno domande e lesponente Udc li gela così "Razzanelli, io sono favorevole" "Allora non possiamo discutere" A Elisa non piace, ma a Benedetta sì. Tancredi lavrebbe voluta avere da anni. Maria Gabriella invece vorrebbe che i cittadini fossero coinvolti e potessero contare di più: «Altrimenti si discute sempre del nulla». Non si lasciano incantare: «Cambierà la mia città, voglio capire bene», dice Dario. E mettono da parte la politica: «Io voterei per il partito che fa davvero le cose, se ci fosse», spiega Francesco. Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, ore 9.30. Cè lassemblea autogestita: 5 film diversi, lezione sulle droghe al pianterreno, nellaula di fisica si parla di Shoah. Di tutto un po, insomma: eppure 300 ragazzi (soprattutto delle ultime classi) scelgono la tramvia: latrio "Disegno" è gremito, i relatori sono il patron dei referendum anti tram del 17 febbraio Mario Razzanelli e il presidente della commissione mobilità Gregorio Malavolti. Titolo: "Tram... via!?". Razzanelli è in ritardo ma manda in avanscoperta lassistente: che gli monta il proiettore, lo schermo, limpianto audio. Dei potenti mezzi del comitato anti tram inizia ad approfittare Malavolti: «La tramvia è la nostra scelta per il futuro della città: ce lhanno più di 200 città europee, non perdiamo loccasione». Intanto arriva trafelatissimo Razzanelli. Quindi distribuisce i volantini coi rendering del tram al Duomo e le foto dei pali dellalimentazione del tram già comparsi lungo cantieri della linea 1: «Roba da terzo mondo» dice ai ragazzi. Prende subito la parola: un sermone di 40 minuti sui difetti del tram, «il delitto culturale» del passaggio al Duomo, il «primo progetto sbagliato che prevedeva labbattimento di una parte di Palazzo Vecchio o del Bargello», «lingorgo terribile che si creerà in piazza Libertà» e la «soluzione a portata di mano mai valutata che si chiama micrometropolitana». Quando parla degli alberi da buttar giù si becca gli applausi. Quando parla del Duomo pure: e il prof di storia dellarte è daccordo. «A chi vuole il tram sotto il Duomo darei lergastolo», tuona il paladino dei no tram. Fine dellintervento: «Ci sono domande?». Arriva Tancredi: «Premetto che sono a favore del tram, ho dei dubbi sul micrometrò», dice. E Razzanelli: «Bè, allora non discutiamo nemmeno. Servono dati scientifici: contraddica lUniversità di Firenze che ha fatto il progetto». Tancredi torna a posto un po stranito. Avanti un altro. Anzi no: Razzanelli se ne va, ringrazia, saluta ed invita a votare "sì" ai due referendum. Tocca a Malavolti: «Da terzo mondo è il centro invaso dalle auto: il tram non inquina, ridurrà il traffico, non è un treno e il micrometrò è un progetto di cui si parla da troppo poco, ora si deve fare il tram, e in fretta». Parola ai ragazzi. «Ma è vero che il biglietto costerà 11 euro?». «No, costerà come il bus», fa Malavolti. Dubbi, leggende, curiosità. I ragazzi si consultano. Poi votano: è una simulazione sui quesiti del referendum. Risultato: 93 favorevoli al tram, 64 contrari. Anche fra i ragazzi, la tramvia vince. Ma ancora non convince del tutto.