In un convegno a Grosseto la denuncia di un metodo per gli abusi edilizi Si chiedono (e si ottengono) i permessi per costruire alberghi in zone turistiche e poi si trasformano in case Laltro giorno a Grosseto al convegno «Lalbergo non è una casa» un alto, elegante ufficiale della finanza, in divisa, ha raccontato una delle storie più losche nellambito di abusi edilizi che mi sia capitato di ascoltare. Il tono della voce studiato per non tradire nessuna emozione accentuava laspetto veramente incredibile e anche grottesco su come poteri locali, funzionari pubblici che dovrebbero certificare la perfetta rispondenza alla legge dei contratti di compravendita delle case e imprenditori dassalto, che sembrano arrivati dallisola della Tortuga, si sono messi daccordo per truffare i cittadini e lo Stato e farsi passare per benefattori. In Toscana la straordinaria bellezza dei luoghi, quellatmosfera incantevole in cui sono immerse le colline, il modo con cui luomo ha saputo inserirsi nella natura mantenendo un perfetto equilibrio non vanno protetti e mantenuti solo per il piacere di pochi esteti. Costituiscono le fondamenta delleconomia locale, basata da sempre sui forestieri, senza i quali non saprebbero a chi vendere i caci, la finocchiona, le terrecotte, il panforte, lolio buono e il vino buono e tutto il resto. Il paesaggio in Toscana può essere paragonato a quello che rappresenta lo Stock Exchange per New York o la Ford per Detroit o i grandi vini per Bordeaux. Ecco perché qualsiasi manomissione del territorio «plus quun crime, ça à étè une erreur», come dicono benissimo i francesi, dove errore sta per cazzata: il classico modo di darsi la tradizionale zappa sui piedi. Sembra incredibile ma in Toscana continuano a farsi male con questa zappa, anche se le vicende edilizie variano molto da zona a zona. In questa regione, che dovrebbe avere più sensibilità di altre, le cose vanno molto peggio che in Emilia Romagna, il cui governo ha dato interpretazione restrittiva delle norme che regolano in generale lurbanistica. Qui invece sta dilagando un fenomeno abbastanza nuovo, almeno in queste dimensioni soprannominate: «Viva le RTA», intese come residenze turistico alberghiere, ovvero come costruire quello che non si può costruire, nei terreni vincolati al verde, pagando meno tasse, e fregando turisti con promesse non mantenute e privati con contratti fasulli. Queste RTA vengono usate come grimaldello per aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse. Un esempio: il piano regolatore proibisce di costruire in una certa area di solito tra le più amene per riservarla al verde pubblico, escludendo tassativamente edifici di qualsiasi genere. Niente paura. Si fa una finta ricognizione delle capacità ricettive della città, si scopre di aver bisogno di altri posti letto per i turisti e a ruota si presenta una domanda per una o più installazioni di che, in deroga al piano regolatore, prevede linsediamento proprio nelle zone proibite e molto ambite dagli speculatori. A questo punto si lancia una campagna in favore dellinsediamento per allargare le potenzialità del paese, che non trova molti oppositori: si faccia avanti chi è contro il turismo in Italia? Naturalmente tutti o quasi tutti sono a favore, in buona o in cattiva fede e con rapidità si dà inizio ai lavori dellalbergo. I due aspetti più strabilianti di tutta la faccenda, che è tutta straordinaria, sono almeno due: il primo è la sicurezza e la tracotanza con cui i costruttori mettono mano fin dallinizio a edifici con appartamenti privati, senza simulare di stare costruendo unRTA e quando la palazzina è finita si passa alla vendita ai privati senza mettere in scena nemmeno per qualche giorno la parvenza di un albergo con camerieri e insegne turistiche. Il secondo aspetto è rappresentato dai contratti di compravendita, che nei casi migliori sono stilati dai notai con uno stile che riecheggia la prosa dellAzzeccagarbugli di manzoniana memoria, in cui si dice tutto e il contrario di tutto. E nei casi peggiori certificando il falso quando si rassicura il compratore affermando che lui ha la piena proprietà dellimmobile. Mi risulta che in Toscana almeno un ufficiale della finanza ha chiesto alla magistratura di mandare nelle patrie galere qualcuno di questi notai meno coscienziosi, diciamo così, ma la sua richiesta non è stata accettata. Come finale paradossale di tutta loperazione i costruttori in questo modo non solo truffano gli acquirenti, ma anche lo Stato venendo a pagare meno tasse. Lufficiale parlava della propria area di competenza, che era quella di Massa Carrara, ma il fenomeno è diffuso quasi ovunque in Italia. Quanto alle giunte che dovrebbero sorvegliare con occhio attento ad ogni minimo tentativo di manomettere il territorio, sembra che stiano perennemente con la testa dentro uno scatolone di sabbia. Come spiegare altrimenti lo strano comportamento dei comuni della Toscana che dovevano chiedere ai costruttori la tassa prevista per il cambiamento duso degli edifici: quasi tutti, con eccezione di Pisa e di altri due centri minori, si sono dimenticati di chiederla. Era uno sforzo superiore alle loro possibilità.
PAESAGGIO, ASTUZIE PER FARSI DEL MALE
In Toscana, un fenomeno di abusi edilizi sta dilagando, con la costruzione di residenze turistiche (RTA) in zone vincolate al verde, senza rispettare le norme e pagando meno tasse. I costruttori fanno finta di costruire alberghi per ottenere i permessi, ma poi vendono gli appartamenti ai privati senza mostrare le caratteristiche di un albergo. I contratti di compravendita sono spesso falsi e i notai che li stilano sono spesso poco coscienziosi. Le giunte locali sembrano essere a conoscenza di questo fenomeno, ma non fanno nulla per fermarlo.
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