Compiuti i lavori di restauro a Umbertide, è tornata nella sede naturale, la chiesa di San Francesco, la scultura lignea di Sant'Antonio. Intervento reso possibile dalla donazione di un umbertidese doc, Giovanni Ambrosi, che purtroppo è venuto a mancare pochi giorni prima di vedere il frutto della sua generosità, del suo amore ed attaccamento alla città. L'uomo, devotissimo al Santo di Padova, cui attribuiva una grazia risalente al 1952, decise che quella immagine mal ridotta doveva tornare a risplendere. E finanziò il recupero dell'opera, di autore ignoto, risalente al XVIII secolo, uno dei pezzi più importanti della chiesa di San Francesco. Venne eseguita con la tecnica degli elementi lignei intagliati, assemblati ed incollati, quindi ricoperta da più strati di tessuto (lino e canapa) a loro volta trattati con colle animali e gesso per comporre un solido strato di preparazione. Successivamente vi fu applicato un velo di pellicola pittorica. Alcuni perni garantiscono il bloccaggio alla base di sostegno. Le sue condizioni erano davvero precarie: sollevamenti e distacchi, cadute di colore, pesanti depositi di sporco costituito da sostanze grasse ed olii composti, polvere e depositi di vario genere. Le abili mani del perugino Simone Mancini, sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza ai beni artistici dell'Umbria, hanno garantito la piena riuscita del restauro, durato un paio d'anni. W. Ron.