Protesta del gruppo "Ambiente e paesaggio" contro i progetti a Candalla e Lombricese -------------------------------------------------------------------------------- «Giù le mani dalla nostra montagna». Il gruppo "Ambiente e paesaggio Camaiore" ribadisce la sua assoluta contrarietà al piano di sviluppo socio economico agricolo e turistico della comunità montana Alta Versilia ed ai progetti della società "Pascoli srl" nell'area di Candalla e alto Lombricese. Dicono no alla paventata costruzione dell'hotel termale sul monte Ciurlaglia, all'agriturismo in località la Fabbrica con 25 unità abitative. Ma dicono no, anche alle tre villette previste a Bollogno, ritenute totalmente in contrasto con i progetti originali del parco archeologico di Candalla e del Lombricese. E se la prendono con altre associazioni ambientalistiche del territorio, che tacciono su questo progetto. «Le opere - dice Aldo Mariani del gruppo Ambiente e paesaggio - sarebbero un devastante scempio per gli equilibri ambientali di bio diversità, nonché culturali e paesistici, ed un grimaldello per la sistematica cementificazione degli ultimi lembi di territorio rimasti integri fino ad oggi. È un caso - domanda - che a favore dei progetti in questione si siano mobilitate quelle forze che da sempre chiedono a Camaiore strade e cemento? Noi diciamo, che è assoluto necessario conservare il territorio. Le marine sono completamente devastate; la piana è consumata, satura e avvelenata. Adesso vogliono distruggere anche la montagna, con dedali di strade, per accedere a centinaia di ex metati con relative cementificazioni. Noi diciamo che la montagna deve rimanere al di fuori di queste logiche speculative. Questo è un bene di tutti. Non solo delle istituzioni, che ne vogliono fare quello che loro pare. Noi siamo per una totale salvaguardia del nostro ambiente». «Basta - dice Mariani - con le infrastrutture, perché di queste anche in quella zona ce ne sono già troppe: l'albergo e ristorante La Bianca, il ristorante Emilio e Bona, l'agriturismo l'Oasi, l'azienda agricola La Penna, ecc. I nostri amministratori sembra non accorgersi, che siamo già al collasso. Tutto questo, per profitto. Ma ricordiamoci che le zone, dove dovrebbero realizzarsi i progetti, hanno già vari vincoli: idrogeologico, archeologico, paesistico, decreto Galasso, Parco delle Apuane. Noi chiediamo con forza, al sindaco, una svolta verso la salvaguardia totale ed integrale della nostra montagna. Non bastano gli spot televisivi di promozione del territorio e poi non ci si attiva, per esempio, per un divieto ai trial sulla montagna». Mariani conclude dicendo: «Ma dove sono le pseudo associazioni ambientalistiche? Queste operano esclusivamente per accedere ed attingere a finanziamenti, che vengono erogati senza alcuna logica valutazione profonda, di come vengono poi impegnati. Ricordiamoci che quei danari sono di tutti noi cittadini, per cui dovrebbero essere impiegati meglio e non fatti calare a pioggia».
CAMAIORE. No a hotel e villette sui nostri monti
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