Antonella Manfredi, appassionata d'archeologia, lancia l'allarme «Un simbolo rischia di morire» ---------------------------------------------------- «L'apertura della cava del Turbone segnerà la fine del Castel di Cornia». A lanciare l'allarme è Antonella Manfredi, impegnata da sempre nel campo dei beni culturali, che ripercorre la storia della nota Torraccia, situata a cavallo tra i comuni di Pomarance e Castelnuovo Valdicecina: «Oggi è proprietà privata della famiglia de Larderel. Fondato intorno al Mille da una signoria locale, legata ai Gherardesca, il castello insieme alla vicina villa di Lustignano ed alla pieve di San Giovanni faceva parte di una curtis citata già nell'Alto medioevo. La struttura del castello, che aveva anche un monastero si sviluppa soprattutto tra i secoli XI e XII, quando il nucleo originario della torre viene circondato da mura e nuovi ambienti in muratura. La storia del castello si identifica con la storia del territorio e rientra nell'immaginario collettivo in particolare della popolazione di Lustignano, da generazioni nata alla sua ombra». Ma tutto questo rischia di scomparire: «La cava sorgerà a circa 200 metri dal sito ed avrà una estensione di circa 12 ettari. Ad aggravare la situazione c'è il fatto che il castello non è stato mai censito dalla Soprintendenza». Ma, stando alle dichiarazioni dei sindaci interessati, la Torraccia vivrà. E anzi, potrebbe addirittura diventare una struttura ricettiva. La cava in questione dovrebbe sorgere nel territorio di Pomarance, ma il primo cittadino Maurizio Maggi, spiega: «La cava era prevista già nel vecchio piano regolatore, all'interno di una zona a vocazione estrattiva. C'è un'azienda locale che ha avanzato la richiesta di ripristino della cava. Abbiamo analizzato la pratica, anche a livello di Comunità montana, prevedendo una serie di prescrizioni, a cominciare dal fatto che proprietari dei terreni confinanti dovranno dare la loro autorizzazione all'apertura della cava. E poi ci sono delle questioni legate alla viabilità... Insomma, la questione è laboriosa e alla fine credo che il progetto non andrà in porto». Il Castel di Cornia si salverà: «Però allo stesso tempo stiamo anche lavorando per trovare un sito alternativo per la cava: se da una parte vogliamo lavorare per la salvaguardia del patrimonio artistico, dall'altra dobbiamo anche andare incontro alle esigenze produttive di un'azienda che conta 100 dipendenti». La cava è in territorio pomarancino, ma l'area della Torraccia è nel Comune di Castelnuovo Valdicecina. Che non se è dimenticato, come sottolinea il sindaco Elisa Battaglini: «L'aspetto curioso è che il Castelluccio non è vincolato dalla Soprintendenza. Comunque è schedato sul nostro piano strutturale, dove sono anche previste le modalità per un eventuale recupero». La Torraccia potrebbe ospitare i turisti: «Abbiamo previsto la possibilità da parte dei proprietari di adibire sia il Castelluccio che il podere annesso a struttura ricettiva, ovviamente rispettando le caratteristiche paesaggistiche e ambientali del territorio circostante: tutto questo sarà possibile presentando un piano di recupero che dovrà essere vagliato e approvato dal consiglio comunale». Il pericolo sembra scampato: ora però c'è da capire quanto e se sarà luminoso il futuro della Torraccia.
CASTELNUOVO.Una cava minaccia il Castel di Cornia Il turismo lo salverà?
Antonella Manfredi, un'archeologa, ha lanciato un allarme per la Torraccia, un castello di Cornia, che rischia di essere distrutto dalla cava del Turbone. Il castello, fondato intorno al Mille, è stato proprietà privata della famiglia de Larderel. La cava, che avrà una estensione di 12 ettari, dovrebbe sorgere a circa 200 metri dal sito. Il sindaco di Pomarance, Maurizio Maggi, ha spiegato che la cava era prevista già nel vecchio piano regolatore, ma che la pratica è stata laboriosa e che il progetto non andrà in porto.
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