San Matteo e Palazzo Reale aperti solo la mattina, Arsenali chiusi, lavori ancora in corso alla pinacoteca -------------------------------------------------------------------------------- Chiuso per pensionamento. Al portone d'ingresso del Museo di San Matteo, ci manca solo questo cartello dopo che il sovrintendente Guglielmo Malchiodi, voleva attaccarne un altro, a Palazzo Reale, con su scritto «io speriamo che me la cavo». Queste due provocazioni sono la cartina al tornasole dell'anoressia di finanziamenti dedicati ai beni culturali di Pisa. Cinque addetti del San Matteo vanno in pensione e nessuno li sostituisce. Ma perchè andare al San Matteo? E perchè indigna così tanto la chiusura del museo tanto da spingere il sindaco di Pisa a protestare con il Ministero dei Beni Culturali e l'on. Ermete Realacci a fare un'interpellanza parlamentare? Forse perchè in quelle stanze c'è il Polittico di Santa Caterina a firma di Simone Martini, un capolavoro assoluto del 1320. In una stanza attigua, c'è il busto dorato di San Lussorio, creato da Donatello. E poi mettiamoci la tavola Madonna dell'Umiltà di Gentile da Fabriano, che dialoga con il San Paolo di Masaccio. Tutti questi tesori potranno essere apprezzati nelle poche ore di apertura mattutine. «E pensare che la legge prevede orari anche pomeridiani praticamente sette giorni su sette»: dicono dal San Matteo. E noi aggiungiamo, con quali dipendenti? E se manca il personale, che fine fa il bel progetto di Malchiodi per un nuovo ingresso al San Matteo? Poco più in là, sempre sul Lungarno, c'è il Palazzo Reale. Stesso problema o meglio, se vogliamo, più grave perchè l'apertura era garantita in parte da personale del Museo di San Matteo. Il Palazzo Reale, opera del Buontalenti, è uno dei luoghi più suggestivi di Pisa. Al suo interno si trovano opere d'arte appartenute ai Medici, ai Lorena ed ai Savoia. I biglietti venduti l'anno scorso per questo museo sono stati 269 per un incasso poco superiore ai 1800 euro! Forse perché è poco conosciuto, forse perché è costretto a turni di apertura veramente risicati. Sempre sull'asse museale dei lungarni, cinquecento metri vicino a Palazzo Reale, c'è un'altra chicca architettonica di Pisa e cioè gli Arsenali medicei dove si armavano le galee che partivano per le crociate. Gli Arsenali sono chiusi, sprangati e schizzati di spray nelle mura laterali. Lì, governi di centro destra e centro sinistra, hanno promesso piogge di finanziamenti per il Museo delle Navi Romane. Su questo fronte c'è calma piatta. E chiuso, per il momento, è anche un altro tassello dell'asse museale pisano e cioè il Palazzo Lanfranchi sede del museo della grafica. Il Lanfranchi però riaprirà ai primi di Marzo con una nuova mostra. Non ha ancora dischiuso i battenti, la tanto sospirata pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa dopo ben sette anni di lavori. Dunque, da un lato carenze di personale e di fondi, dall'altro ritardi nei lavori, forse anche per tutti questi motivi, il sindaco Paolo Fontanelli ha chiesto la costituzione di una società ad hoc per la promozione e la gestione del sistema museale pisano.