Bergamo Scontro politico in Forza Italia mentre gli ambientalisti lamentano rischi per territorio e falde acquifere Il presidente della Provincia: la Regione ha aumentato i volumi scavabili L' attacco è affidato alle parole durissime del presidente della Provincia di Bergamo, Valerio Bettoni, di Forza Italia. In una lettera inviata ai suoi assessori si scaglia contro la Regione, governata dal suo stesso partito. Avrebbe stravolto il piano cave di Bergamo, aumentandone i volumi senza tener conto degli aspetti di natura ambientale e paesaggistica e sottraendo metri cubi di ghiaia e sabbia a chi aveva già autorizzazioni di scavo, per aprire o ampliare nuove cave. Ma dietro le scaramucce di partito, si nasconde in realtà una guerra tutta economica in vista delle grandi opere Brebemi, Pedemontana e Tem, i tre assi nella manica per decongestionare il traffico nel Nord-Est e ridare slancio alla competitività lombarda. I cantieri passeranno dalla provincia di Bergamo. Chi avrà più metri cubi di sabbia e ghiaia detterà legge nella gara degli appalti. E spuntano nuove cave proprio sul tracciato dei grandi lavori, ad Antegnate, per esempio, e a Casirate d' Adda. Ogni metro cubo scavato vale, in media, 10 euro. Il volume di inerti calcolato dal piano bergamasco in 48 milioni e 700mila metri cubi, dopo il passaggio al Pirellone, previsto per legge, lievita fino ai 54 milioni e 75mila stabiliti dalla giunta e ai 57 milioni e 675mila della sesta commissione. Una cura ingrassante che non sembra ancora finita e che desta molti sospetti. Tra le opposizioni in Regione, prima di tutto. Consiglieri dei Verdi, di Rifondazione, del Pd, dell' Italia dei Valori e dei Comunisti italiani accendono il faro sul presunto conflitto di interessi di Marco Lionello Pagnoncelli, assessore regionale all' Ambiente, consigliere provinciale e capogruppo di FI in Provincia di Bergamo che sospettano coinvolto nella proprietà di molte cave. Lui respinge ogni coinvolgimento personale. Ma Marcello Saponaro, il verde che ne chiede le dimissioni, lo accusa di avere interessi nella «Spi srl» e nella «Locatelli spa», due delle imprese che beneficiano maggiormente del nuovo piano con «4,2 milioni di metri cubi da scavare di cui 3,5 nella sola Casirate d' Adda». La Provincia non risparmia colpi. Il presidente Bettoni: «La commissione regionale interviene su 39 dei 78 ambiti estrattivi scrivendo di fatto un nuovo testo quando per legge dovrebbe solo rivederlo». I cavatori storici della zona sono sul piede di guerra, da troppi anni ormai in attesa di un piano: l' ultimo è scaduto nel 2000 e ogni piano dura 10 anni. Del centinaio di cavatori bergamaschi, almeno 40 lamentano una riduzione di volume. Treviglio, per esempio, dichiara una disponibilità volumetrica dei propri giacimenti pari a 6 milioni di metri cubi, senza dover neppure ampliare l' area, ma se ne vede riconosciuti solo 2 e mezzo, eppure gli uffici regionali considerano un aumento del fabbisogno nel prossimo decennio di circa milioni, anche in vista dei lavori per le grandi opere. Le associazioni ambientaliste non ci stanno: Italia nostra, Legambiente e Wwf nel dossier inviato alla Regione dicono che quel piano fa a pugni con la salvaguardia dei parchi e la tutela delle falde acquifere. Chi lo ha predisposto, denunciano, «ha lavorato esclusivamente su istanze dei privati e non in base a una valutazione oggettiva del fabbisogno». La prova? «Gli ambiti estrattivi sono concentrati in due soli settori della provincia, a ovest, tra i comuni di Pontirolo, Arcene e Treviglio e a est, tra Calcinate e Cavenago. Nulla invece nel settore centrale, attorno al centro di Urgnano, dove pure ci sono molti giacimenti». Poi c' è il problema dell' acqua. La cava di Casirate mette a rischio fontanili e falda, secondo gli ambientalisti, con un forte impatto anche sulla viabilità, perché in quella zona la carreggiata è stretta e non consente il transito di mezzi pesanti. I Comuni affilano le armi. Gli abitanti di Boltiere e Brembate, riuniti in un comitato, sono contrari alle nuove cave che aprirebbero ferite nel territorio a ridosso dei centri abitati, quando a meno di due chilometri ci sono altre 4 cave. A Nembro, il comitato «Paese Vivo» si oppone all' ampliamento della cava che da un secolo estrae calcare. Se il piano regionale viene approvato si passerà dal milione e 200 mila metri cubi previsti dalla Provincia ai sei milioni indicati dalla Regione. Contro la cava di Caravaggio scende in campo anche la Provincia di Cremona. Incuneata tra i comuni di Capralba e Sergnano, avrebbe «pesanti ricadute sul sistema idrico-irriguo del territorio della fascia storica dei fontanili e delle risorgive cremasche», dicono le perizie tecniche. Si raccolgono firme, perché «Bergamo e Cremona rappresentano un' unica provincia idrografica dalle Alpi Orobie al Po». I numeri 57.000.000 I metri cubi di sabbia e ghiaia che la Regione autorizza a scavare nel Bergamasco La Provincia si era fermata a 48 milioni. 78 I siti autorizzati dalla regione per l' attività estrattiva in provincia di Bergamo 10 euro: il valore di un metro cubo di materiale inerte da impiegare nei cantieri stradali. Il fabbisogno potrebbe crescere con l' avvio delle grandi opere come Brebemi, Tem e Pedemontana 40 Gli imprenditori bergamaschi che lamentano una riduzione delle loro possibilità di estrazione in seguito al nuovo piano «corretto e rivisto» dalla Regione Pagina 11