C'è una via di mezzo tra il divieto assoluto e il libero arbitrio. C'è un equilibrio che in certe città, come Napoli, è difficile da trovare. Il sovrintendente ai Monumenti, Enrico Guglielmo, ci prova con la teoria, con una visione strategica. «Via Partenope è un'area sottoposta a vincolo paesaggistico» spiega. Che conseguenza ha per i tendoni, i gazebo e gli ombrelloni dei ristoratori? «Dovrebbero essere realizzati sono stagionalmente». Invece ci sono sempre? «L'importante è che non siano strutture fisse. Ma il problema è un altro». Quale? «Serve un'uniformità estetica. Le strutture allestite devono essere di buon livello». Ma con tendoni tutti uguali nessuno distingue più un ristorante dall'altro. «Ci sono delle esigenze commerciali, certo. I ristoranti hanno bisogno di differenziarsi per essere riconosciuti, ma per ottenere questo risultato esistono tanti modi. Ci vuole un minimo di ordine, altrimenti davvero dilaga l'abuso». E di abusi ce ne sono? «Riguardano più che altro la sosta selvaggia, un fenomeno che non interessa solo via Partenope. E ovviamente il rispetto delle licenze per l'occupazione del suolo pubblico. Se ci sono delle strutture abusive vanno eliminate e riportate a norma quelle che sono parzialmente legittime». Cosa auspica? «Una più attenta pianificazione. È una strada molto frequentata dai turisti e dovrebbe dare un'immagine meno caotica. In generale vorrei che da questa tragedia dei rifiuti nasca un'occasione per rilanciare l'immagine di Napoli». Ci sono edifici di particolare interesse storico? «Sono per lo più palazzi che risalgono ai primi del Novecento, quando fu realizzata la colmata. Ma il colpo d'occhio paesaggistico è notevole e non va inquinato». Ci sono altre zone dove sono necessari interventi? «Sicuramente Mergellina, una zona sia turistica che, nei weekend, popolare e piazza Sannazaro. Ma va completato anche il recupero di Santa Lucia».
Napoli - Guglielmo: c'è troppo caos, rispettiamo il vincolo
Il sovrintendente ai Monumenti di Napoli, Enrico Guglielmo, propone un equilibrio tra il divieto assoluto e il libero arbitrio per gestire le strutture allestite lungo Via Partenope. Egli suggerisce di realizzare le strutture stagionalmente e di garantire un minimo di ordine estetico. Gli abusi più comuni sono la sosta selvaggia e la mancanza di licenze per l'occupazione del suolo pubblico. Guglielmo auspica una pianificazione più attenta per ridurre la caotica immagine di Napoli. Inoltre, propone il recupero di altre zone come Mergellina e Santa Lucia.
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