Nelle teche di ciliegio i liuti di Margherita di Savoia. Apre sabato 16 febbraio -------------------------------------------------------------------------------- Se ne ebbe un primo assaggio nel 1993, quando nel foyer dellAuditorium Pio furono esposti alcuni degli antichi strumenti della collezione di Santa Cecilia. Oggi però il Museo degli Strumenti Musicali sta per diventare realtà: il 16 febbraio verrà inaugurato negli spazi disegnati ad hoc dallarchitetto Renzo Piano. «Mi è sempre stata molto a cuore lidea del Museo», spiega il sovrintendente Bruno Cagli, «e nel progetto originario dellAuditorium era previsto uno spazio per il Museo, che però fu cancellato dopo la scoperta della Villa Romana: larcheologia ha sfrattato gli strumenti. Quando sono tornato alla presidenza dellAccademia, nel 2003, ho ripreso quellantico progetto, e ora siamo alla sua realizzazione. Tra gli strumenti conservati dallAccademia di Santa Cecilia ci sono alcuni pezzi unici di grande importanza, come il "Toscano", il violino che Antonio Stradivari fece nel 1690 insieme a due viole e a un violoncello per il Granprincipe Ferdinando deMedici, o come i liuti della collezione della Regina Margherita». «La raccolta comprende oltre 500 pezzi», ci spiega la curatrice del Museo, Annalisa Bini, «tra strumenti, cimeli, accessori musicali: cinque secoli di storia della musica attraverso tre continenti, lEuropa, lAfrica e lAsia». La struttura che Renzo Piano ha ricavato da un corridoio laterale alla Sala Santa Cecilia e da alcune sale poste al di sotto di essa prevede lesposizione, a rotazione, degli strumenti più belli in una sequela di teche in legno di ciliegio, illuminate dallinterno e climatizzate. Nello spazio è prevista una saletta per i bimbi, un piccolo auditorium e una bottega "a vista" nella quale due liutai si prenderanno cura, sotto gli occhi del pubblico, degli strumenti del museo. «La bottega è stata resa possibile dalla donazione allAccademia degli attrezzi della bottega liutaria Fredi», spiega la curatrice, «e del laboratorio del liutaio Dante Regazzoni, donato dai figli, che è stato smontato e ricreato qui». Ma le sorprese non sono finite: nei giorni dellinaugurazione, nel piccolo auditorium, ci sarà "lesploratore dorchestra", uninstallazione interattiva nella quale, salendo su un podio e muovendo le braccia, sarà possibile "dirigere" unorchestra: ai movimenti delle braccia, infatti, reagiranno dei sensori che faranno suonare lorchestra a seconda dei comandi. E sempre la stessa installazione permetterà di "camminare" sugli strumenti, percorrendo larco in cui è sistemata lorchestra e sentendo i suoni degli strumenti che sono in quel particolare settore. «La collezione del Museo risale alla fine dell800», spiega Annalisa Bini, «e oltre agli strumenti antichi comprende un nucleo etnografico di 74 strumento musicali europei ed extraeuropei, tra cui una pipa cinese, una cetra a bastone, una lira africana. Ma anche nel fondo della Regina Margherita ci sono strumenti asiatici molto belli tra i quali liuti a pizzico come qanbus, tanbur e tar. E insieme a questi sono stati collezionati negli anni da ricercatori e musicofili strumenti popolari italiani quali launeddas, zampogne, organetti». «Il Museo permetterà non solo di esporre parte della collezione ma anche di conservare in modo adeguato tutti questi strumenti antichi che sono molto delicati», precisa Bruno Cagli, «e pensare che furono lasciati ammassati per anni nelle soffitte dei palazzi di via Conciliazione, sotto il tetto, al freddo e al caldo. Questo ora non avverrà più».