"Ad oggi non abbiamo ricevuto il progetto esecutivo da Palazzo Vecchio" dice la funzionaria competente per il territorio fiorentino La soprintendenza: sappiamo cosa cè sotto, il punto è la profondità Nel 2006 lavori sotto la ex Canonica, di fronte alla colonna di San Zanobi "Per la tutela di ciò che sta nel sottosuolo spetta a noi dare il nulla osta" -------------------------------------------------------------------------------- «Vogliamo vedere quel progetto. Il disegno esecutivo, corredato delle quote di scavo e di ingombro delle rotaie sulla superficie. Ad oggi non abbiamo ricevuto nulla da Palazzo Vecchio, così siamo in attesa». No, non si fanno i conti senza loste. E la soprintendenza archeologica si fa avanti, chiede notizie precise sulla linea 2 della tranvia, bussa per avere il progetto esecutivo che ne prevede il passaggio da Piazza San Giovanni, a fianco del Battistero e su via Martelli. E rimbalzano gli interrogativi: a quale profondità si scava? Quale impatto provocherà la posa delle verghe? Chi parla è Carlotta Cianferoni, funzionaria delle soprintendenza archeologica, responsabile della competenza del territorio fiorentino. «Siamo noi ad occuparci della tutela di tutto quello che si trova nel sottosuolo. Quellarea del centro è più che indiziata per rilevanza storica, spetta a noi dare il nulla osta - precisa - E non cè assolutamente bisogno di scavare, sappiamo benissimo cosa cè sotto. E tutto documentato». Bene, allora dica, racconti. Cianferoni tira giù una serie di volumi e pubblicazioni dagli scaffali della ricca biblioteca della soprintendenza archeologica. Edoardo Galli, Dove sorse il bel San Giovanni 1916, Mario Lopes Pegna, Firenze dalle origini al Medioevo 1962, gli ultimi volumi del notiziario Studi e materiali sugli scavi effettuati dagli archeologi dellistituto. «Cè una nutrita bibliografia sugli scavi nel castrum, intorno allarea del Battistero grazie alle relazioni fatte dallarchitetto Corinto Corinti della commissione storico-archeologica incaricata di raccogliere la documentazione sulle demolizioni del 1889. Nel 1895 fu aperta la sezione romana del Museo archeologico, con le iscrizioni, frammenti e resti esposti ancora nei due cortili, con i reperti di quegli scavi. E fu allora che venne creata piazza San Giovanni. Ecco, il Battistero si trova dentro la cerchia delle mura romane, la Porta settentrionale guardava proprio linizio dellattuale Borgo San Lorenzo». Lopes Pegna scrive nel suo saggio: «Le mura settentrionali si dilungavano per 1600 piedi (circa 480m.)dal tergo dellabside di Santa Maria del Fiore, per piazza San Giovanni e via Cerretani, fino verso linizio di via dei Banchi dove si saldavano ad angolo retto con le mura occidentali». Il volume riporta alcune foto di scavo: i resti dei blocchi della Porta settentrionale "contra Aquilonem", un pezzo di strada romana in basolato, una ricca casa repubblicana sotto al Battistero con pavimento in mosaico, spazi ancora accessibili agli studiosi attraverso una botola. Bene, ma la tranvia passa più in là, i resti di epoca romana sono in profondità: a quale quota? «Calma - insiste la funzionaria - Ci dica lamministrazione, con il progetto esecutivo, le misure delle quote di scavo. Nel 2006 sono stati effettuati scavi anche sotto la ex Canonica, per autorizzare i lavori di un ascensore. Siamo a pochi metri dal Battistero, di fronte alla colonna di San Zanobi». La relazione illustra uno scavo di 2,5 per 2,5 metri, profondo 2,7 metri, in cui sono stati rinvenuti resti di un canale scolmatore, drenaggi sabbiosi e anfore del I a.C. e il I d.C., strutture di fondazione. Stratificazioni romane, medievali e ottocentesche che, dice Cianferoni «come nel caso della tranvia in piazza Stazione, non hanno fermato i lavori. Sono state documentate e ricoperte. Era materiale irrilevante». Bene, potrebbe essere lo stesso per larea di passaggio della linea 2, si possono fare verifiche con altri scavi, no? «Gli scavi non vanno fatti, non è necessario spendere denari. Si sa cosa cè qui. Le mura romane e la porta settentrionali, le case abbattute nell800, e i resti di abitazioni romane. Limportante è avere il quadro preciso della tranvia, le quote e lingombro di rotaie e servizi - ripete la funzionaria - se queste non interferiscono con i resti delle mura romane o altri importanti reperti, non ci sono problemi. Altrimenti le cose si complicano. Ad esempio, se sotto ci sono resti di muri di abitazioni dell800, non ci sono problemi, ma è da vedere. Il direttore regionale Mario Lolli Ghetti mi dice che 15 anni fa sono state poste nel tracciato sotto la pavimentazione in pietra delle solette antivibrazioni. Bene, ma a quale profondità, dovè la documentazione e le misure? Aspetto che Palazzo Vecchio me la fornisca.. Non sono né a favore né contro il passaggio della tranvia da piazza San Giovanni, faccio semplicemente il mio dovere. E questo mi obbliga a tutelare i resti di unarea così importante della storia antica di Firenze. Faremo le nostre verifiche e dopo, daremo leventuale nulla osta al progetto».