Il caos per cento metri a piedi "Ragazzi fateli, e poche storie" -------------------------------------------------------------------------------- Una manifestazione di studenti ieri mattina, unaltra in programma domani. E poi un documento, adottato allunanimità dal consiglio di Istituto, con il quale si chiede alla Soprintendenza di fare marcia indietro. AllIstituto dArte, di accettare la chiusura del cancello di Porta Romana per permettere i lavori di risistemazione del parco delle ex Scuderie Reali, non ne vogliono proprio sapere. Preside, insegnanti, studenti, genitori, personale Ata: nessuno vuole rinunciare al privilegio, rimasto intaccato per anni, di attraversare il giardino in macchina o in motorino e di parcheggiare liberamente proprio sotto la scuola. Con loro il "comitato del Bobolino", un gruppo di residenti che si oppone allaltro aspetto della vicenda, ovvero il "dirottamento" dei mezzi di docenti e studenti verso laltro ingresso dellIstituto, quello in via Madonna della Pace, che comporterà un incremento del traffico qui, in via del Bobolino e in via del Baluardo: strade strette e tortuose, rimaste per anni incolumi dai disagi della grande circolazione (e, dal punto di vista dei genitori, giudicate «pericolose» da percorrere in motorino). Al loro fianco, hanno dichiarato battaglia alla decisione di Comune e Soprintendenza anche i Verdi, che hanno presentato uninterrogazione allamministrazione provinciale per aprire un tavolo di trattative con residenti ed enti competenti, alla ricerca di «una ragionevole soluzione del problema». Una soluzione che però, per la Soprintendenza, è già stata trovata, e non ammette discussioni. Il direttore regionale per i Beni Culturali Mario Lolli Ghetti ritiene anzi «scandaloso che non solo gli studenti e gli abitanti ma anche alcune associazioni ambientaliste continuino a difendere lutilizzo del giardino come un parcheggio». «Docenti e autorizzati avranno a disposizione un posteggio sul retro dellIstituto, al quale si accederà da una strada pubblica - continua Lolli Ghetti - se non vogliono utilizzarlo si tratterà di fare un centinaio di metri a piedi, che non possono che fare bene alla salute». E poi: «Il giardino non è di proprietà della scuola, ma del demanio, ed è un atto di inciviltà contrastare il suo restauro». Restauro che nessuno sembra voler mettere in dubbio. Né i rappresentanti della scuola, né gli abitanti del Bobolino, né i Verdi: tutti, anzi, dichiarano solennemente di essere favorevoli alla risistemazione del giardino. Con una soluzione, però, che non intacchi i diritti acquisiti di nessuno. Ma quale?