«Superate le altezze previste dalle norme comunali» «L'albergo ci ostruisce la vista» -------------------------------------------------------------------------------- Un ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte di un privato e per gli alberghi, prossimi alla ristrutturazione, l'iter si complica o, quanto meno, rischia di subire un rallentamento. L'azione legale proposta da un residente di Fiumetto contro i lavori in progetto al confinante albergo La Bitta, va infatti ben al di là del singolo caso: il cittadino in questione ritenendosi infatti danneggiato dalle opere di rialzamento e adeguamento strutturale per cui la Bitta ha ottenuto regolare autorizzazione comunale, se la prende con la variante relativa agli alberghi e quanto prevedono le norme di riferimento. Cosa significa? Significa che oltre a contestare il permesso di costruzione rilasciato dal Comune a La Bitta e le autorizzazioni in chiave ambientale sempre rilasciate dalla Soprintendenza alle Belle Arti - l'albergo si trova, come detto, a Marina, che è definita zona a vincolo - per un conseguente ricorso quindi contro Comune, Soprintendenza e Ministero dei beni Culturali, lo stesso residente di Fiumetto ha deciso di spingersi ancora più in là, impugnando il concetto di altezza massima indicato, appunto, all'interno della variante. In sostanza nel ricorso si metterebbe in dubbio la liceità del calcolo che consente il rialzo degli alberghi: una contestazione che, vista la sua portata, non riguarda solamente la Bitta, ma rischia di estendersi a tutte le altre strutture ricettive del territorio, quelle, per intendersi, che hanno ottenuto il via libera dal Comune per ristrutturare e quelle prossime ad ottenerlo, senza considerare altri albergatori che i lavori in questione già li hanno completati. Difficilmente il Tar entrerà nel merito della querelle di carattere urbanistico, limitandosi a sentenziare sull'effettiva legittimità dei lavori de La Bitta, ma è evidente che il ricorso avverso alle norme contenute nella variante potrebbe avere un suo approdo ad altre sedi giudiziali. Con sviluppi, oggi, difficili da individuare. Il Comune, ad ogni modo, è pronto a controdedurre - l'udienza è fissata per fine-mese - mentre dagli uffici tecnici non emergono particolari preoccupazioni. «Il privato obietta sul concetto di altezza massima realizzabile, ma è doveroso precisare che questo stesso concetto ha come indice di riferimento il calcolo dell'altezza media ponderale indicato nel piano regolatore. In pratica un albergo, come qualsiasi altro edificio sul territorio, può raggiungere un'altezza massima definita da un calcolo matematico dato dallo sviluppo delle aree delle singole facciate diviso per il perimetro dell'edificio in questione. Il ricorso, al contrario, non sembra tenere conto di questo presupposto che, a nostro avviso, cancella ogni possibile tipo di contestazione».