Le "guerre di religione" non hanno mai fatto bene a nessuno. Lo vediamo da quella in corso su pubblico o privato nel caso dei beni culturali. Successivi governi hanno avviato un processo di dismissione di immobili pubblici, che a certe condizioni e con tutte le cautele del caso, avrebbe potuto includere anche immobili di pregio, , Ma negli ultimi tempi, poche sono state le vendite e in compenso molte le polemiche. Per due opposti motivi. Da un lato il Governo, non riuscendo a far funzionare bene la macchina amministrativa, peraltro arrugginita, che ha competenze in proposito, continua a inventarsi scorciatoie da ultimo il silenzio-assenso che fanno arrabbiare i puritani, senza peraltro condurre da nessuna parte. Dall'altro lato, i puritani del "pubblico è sempre meglio", per difendere la loro posizione finiscono col farne una caricatura poco credibile. Davvero "pubblico è meglio", anche quando è proprio lo Stato a lasciar andare in malora tanti immobili pubblici dì qualità e che nessuno potrà mai godere fintante che rimangono dello Stato? Proprio perché le scorciatoie tipo silenzio-assenso, non conducono da nessuna parte, credo che bisognerà prima o poi tornare allo spirito con cui il nostro incredibile patrimonio artistico è stato nei secoli accumulato. In un sistema che funziona bene, ci possono essere compiti distribuiti ai diversi livelli di governo, lo Stato continuando a dover garantire ciò che accomuna tutti gli italiani. Coinvolgere i privati nel recupero, anche con nuove destinazioni d'uso, di tanti immobili attualmente di proprietà dello Stato (pensiamo alle 560 caserme) che altrimenti continuano ad andare in malora, mi sembra non solo utile ma indispensabile. Sarà semplicemente impossibile che ciò avvenga col silenzio-assenso delle soprintendenze, poiché spettano comunque al Comune le decisioni sulle nuove destinazioni d'uso.
Perché lo Stato deve difendere le caserme?
Il testo discute le "guerre di religione" per i beni culturali, in particolare le vendite di immobili pubblici. Il governo non riesce a gestire bene la macchina amministrativa e continua a inventarsi scorciatoie, come il silenzio-assenso, che non portano a nulla. I puritani, che difendono la posizione del "pubblico è sempre meglio", finiscono col farne una caricatura poco credibile. Il testo propone di tornare allo spirito con cui il patrimonio artistico è stato accumulato nei secoli e di coinvolgere i privati nel recupero di immobili pubblici, come le 560 caserme, con nuove destinazioni d'uso.
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