Il Teatro Vittoria di Testaccio rischia di chiudere, mandando sul lastrico 15 famiglie. La struttura, costruita 22 anni fa con un contributo dello Stato, riconosciuta dal Ministero dello Spettacolo come Teatro Stabile di Interesse Pubblico, ha da tempo chiesto di poter usufruire di un finanziamento pubblico, senza però ottenere alcuna risposta dalle autorità. In una lettera, indirizzata a Walter Veltroni, Pietro Marrazzo, Enrico Gasbarra e Francesco Rutelli, pubblicata il 17 gennaio scorso su Il Messaggero, il direttore Attilio Corsini annunciava le sue "dimissioni irrevocabili". "Per me, forse, è arrivato il momento, dopo tutta una vita di lavoro intenso, rischiando in prima persona, di cercare un altro posto, forse in un teatro pubblico - scriveva Orsini Perché se sei statale, come dicevano i nostri nonni, sei garantito". Durante la presentazione della ventiseiesima edizione di "Teatro in Regione", tenutasi ieri al Palazzo della Regione, una delegazione del Vittoria ha consegnato allassessore regionale alla Cultura, Spettacolo e Sport, Giulia Rodano, 5.000 firme per impedire la chiusura del teatro. "Le risorse sono quelle che sono - ha replicato lassessore - Le cifre a disposizione perla città di Roma non sono molte. Ma cercheremo di non far chiudere il Vittoria".