Claudio Sabatino, «Necropoli di via Antiniana, Pozzuoli, Napoli» (2005), una delle opere esposte nella mostra di Biella «Ereditare il paesaggio» Un applauso, ieri pomeriggio, ha coronato il voto della giunta comunale di Roma che ha licenziato il Prg. Manca l'approvazione da parte del consiglio comunale (prevista per martedì), e poi la capitale avrà il suo nuovo piano regolatore. Per il sindaco e la giunta che lasciano anzitempo il Campidoglio, in questi atti c'è il senso simbolico di un lavoro importante compiuto. E strettamente connesso con l'idea del paesaggio come bene da tutelare: quasi due terzi del territorio romano sono stati resi inedificabili, decine di migliaia di ettari di zone agricole sono state poste sotto tutela e metà circa di questa superficie costituisce buona parte dei 19 parchi romani. Per paradosso si potrebbe dire che Roma è il comune agricolo più grande del paese. Il verde, che talvolta fa da cornice ai ruderi delle aree archeologiche, talaltra è coltivato, come nel caso delle vigne che crescono fra Romanina, Vermicino e Frascati. O ancora, è uno spazio incerto e incolto come accade ad Ovest, andando verso l'aeroporto di Fiumicino. Si incunea dentro il costruito della città storica e dei nuovi quartieri. Di rinvio in rinvio, di piano paesistico regionale si parlava dal 1998, quando Walter Veltroni era ministro dei Beni culturali. Qualche giorno fa è stato pubblicato perché tutti i soggetti istituzionali e privati mandino le loro osservazioni. È interessante che, in questo compiersi di un periodo storico per la definizione legislativa della tutela del paesaggio, fra le discontinuità del giorno per giorno, c'è un filo rosso che lega il lavoro di Veltroni a quello di Rutelli.
Piano regolatore. Roma, tutelate le zone agricole
La giunta comunale di Roma ha licenziato il Prg, il piano regolatore generale, e ha approvato un nuovo piano regolatore. Questo ha coronato il voto della giunta comunale e segna un passo importante nella definizione legislativa della tutela del paesaggio. Il piano regolatore prevede la protezione di quasi due terzi del territorio romano, con la creazione di aree inedificabili e la tutela di decine di migliaia di ettari di zone agricole. La giunta comunale ha anche deciso di proteggere metà degli ettari di superficie dei 19 parchi romani. Questo passo simbolico segna la fine del mandato del sindaco e della giunta, che lasciano il Campidoglio.
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