Antonio Paolucci ha detto ieri che il 60 per cento dei 4,3 milioni di visitatori all'anno dei Musei Vaticani, paga il biglietto solo per vedere le opere di Michelangelo. Lo stesso accade alla Galleria dell'Accademia di Firenze. Per il genio di Caprese, turisti e sponsor sono pronti a fare la coda. Non così per altri «segmenti » del nostro patrimonio artistico e culturale, che soffrono enormemente per la cronica incapacità italiana di saper tutelare al meglio i beni che il passato ci ha consegnato. Il restauro del Cortile dell'Ammanati di Palazzo Pitti ne è un esempio. All'inizio della scorsa estate venne annunciato l'avvio della ricerca di sponsor istituzionali (l'Amministrazione autonomadei Monopoli di Stato), sostenitori e tecnici per il completamento del restauro del cortile ideato e costruito da Bartolomeo Ammannati tra il 1558 e il 1570, che così aveva concepito l'ampliamento dell'antica dimora medicea. La prima fase di questa azione di fund rising non ha dato i frutti sperati e a tutt'oggi i fondi reperiti presso gli sponsor sostenitori ammontano a 25mila euro. In pratica una goccia nel mare delle necessità del palazzo. Nonostante ciò, da qualche giorno è iniziato il montaggio del ponteggio che servirà ad iniziare, e completare entro 6 mesi, il restauro della facciata ovest del cortile, quella dell'entrata da Piazza Pitti tanto per intenderci, e quella nord. Per la Soprintendenza per i beni architettonici, che proprio nel cortile ha la sua direzione, dirigerà il restauro l'architetto Laura Baldini Giusti e per questa tranche di interventi saranno utilizzati fondi statali provenienti dagli stanziamenti ordinari del 2007.Insommalo Stato fa in suo dovere. In tutto si tratta di 250mila euro, Iva inclusa, ma solo 200mila verranno utilizzati per la facciata del cortile, mentre i restanti 50mila serviranno ad altri lavori di minore entità. Va sottolineato che questi soldi serviranno per intervenire solo su una porzione della facciata, quella compresa dal secondo piano del palazzo in su, la parte che appare nelle peggiori condizioni e, in qualche caso, è perfino pericolante. Delle quattro facciate solo il restauro di una (quella sud) è stato ultimato, per cui occorreranno altri fondi per completare il lavoro, dimostrando che le cose sono andate in maniera ben diversa da come era stato previsto nel giugno del 2007. Allora fu garantita la presenzaanche diunosponsor istituzionale (l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato), i cui fondi però sono stati dirottati al completamento della cosiddetta «Palazzina Poggi» (in piazza Santa Felicita) che, oltre al deposito della Soprintendenza per i beni artistici, avrebbe dovuto ospitarne anche gli uffici. Dal momento che questa presto non esisterà più perché le competenze passeranno alla soprintendenza per i beni architettonici, anche di questi locali andrà ripensato l'utilizzo. Tornando al cortile dell'Ammannati, le facciate che necessitano il restauro presentano evidenti segni di degrado dovuti in larga parte alla presenza di sostanze inquinanti (come solfati e nitrati) sulla superfice lapidea che causa un diffuso fenomeno di polverizzazione e possibili cadute di frammenti. Il restauro prevede varie fasi che sono: preconsolidamento, pulitura, consolidamento, stuccatura e protezione. Il tutto - fanno sapere da Palazzo Pitti - per una durata di non oltre sei mesi. Purtroppo questo intervento non servirà a risolvere un altro problema che, talvolta, affligge il cortile: l'allagamento in occasione di piogge di particolare intensità. Come si ricorderà, nel 2007 per ben due volte il bookshop è stato invaso da acqua e fango. Il problema nasce nel Giardino di Boboli e, attraverso gli spazi degli ambienti della «Muletta» (zona nord est del palazzo), l'acqua piovana scende e invade lo shop. Questo problema è allo studio dei tecnici, ma le possibili soluzioni non rientrano nel piano degli interventi che stanno iniziando in questi giorni.
Cortile dell'Ammannati: via ai restauri senza sponsor
Il 60% dei visitatori dei Musei Vaticani pagano solo per vedere le opere di Michelangelo. Lo stesso accade alla Galleria dell'Accademia di Firenze. Altri segmenti del patrimonio artistico e culturale italiano soffrono di una grave incapacità di tutelare i beni del passato. Un esempio è il restauro del Cortile dell'Ammanati di Palazzo Pitti. La prima fase di fund raising non ha dato i frutti sperati, con solo 25mila euro raccolti. Tuttavia, è iniziato il montaggio del ponteggio per il restauro della facciata ovest del cortile, con un budget di 250mila euro.
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