La battaglia tra l'Istituto d'arte e la soprintendenza si fa aperta. Dopo mesi di lamentele reciproche sulla necessità (della soprintendenza) o meno (della scuola) di chiudere l'accesso a moto e auto dal piazzale di Porta Romana, lasciando il passo ai soli dipendenti di Boboli, ora si passa alle maniere forti. Ieri, come ogni mattina, i circa mille studenti dell'Istituto d'arte son passati da Porta Romana per entrare a scuola. Ma i circa 300 motorini dei ragazzi e le 150 auto degli insegnanti hanno dovuto fare marcia indietro: l'ingresso al parco dove sono soliti parcheggiati era sbarrato. Le transenne murate che impediscono l'accesso sono spuntate dal niente, fino a due giorni fa non c'erano, probabilmente sono state messe durante la notte. Così tutti hanno dovuto rifare il giro della piazza, imboccare viale Machiavelli, girare a sinistra in via del Baluardo, larga solo 2,70 metri e con una pendenza del 14, scendere in via Madonna della Pace e entrare nel nuovo cancello (ancora non ultimato e pieno di fango per la terra dei cantieri) da piazza Madonna della Pace. All'uscita dalle lezioni hanno dovuto percorrere l'ancora più stretta via del Mascherino e reimmettersi nel pericoloso incrocio con viale Machiavelli, dove si sono già verificati numerosi incidenti. Ma la storia dell'ingresso della discordia va avanti da tempo: all'inizio erano stati i residenti della zona del Bobolino a denunciare la volontà della soprintendenza di chiudere l'accesso da Porta Romana e dirottare tutti sulle loro strette, pendenti, insicure strade. Poi era intervenuto lo stesso Istituto d'arte che aveva ricevuto a ridosso del Natale un fax che intimava di usare dal 7 gennaio un ingresso, quello di via Madonna della Pace, che per quella data ancora non era neanche pronto. Poi il 30 gennaio alla scuola è arrivato un altro fax sempre firmato dalla soprintendenza: entro 15 giorni, c'è scritto, motorini e auto devono passare dall'altra parte. Inoltre la scuola, secondo la soprintendenza, deve effettuare alcuni lavori, tipo tappare alcune buche. Una richiesta inaccettabile, secondo la dirigenza scolastica che dopo soli 6 giorni dal fax si è vista chiudere improvvisamente il cancello. Stamani la protesta degli studenti si farà più accesa con un sit-in di fronte all'istituto d'arte. Con loro ci saranno anche i residenti della zona che da tempo chiedono un incontro urgente col Comune.
Roma - E cancello è sbarrato Nuovo braccio di ferro scuola-soprintendenza
I studenti dell'Istituto d'arte di Firenze sono stati bloccati all'uscita del parco di Boboli a causa di un ingorgo causato dalle transenne murate che impediscono l'accesso da Porta Romana. I motorini e le auto degli studenti e degli insegnanti sono stati costretti a fare marcia indietro, mentre i dipendenti di Boboli sono stati lasciati passare. La situazione è stata causata da una disputa tra l'Istituto d'arte e la soprintendenza, che ha richiesto di chiudere l'accesso da Porta Romana e dirottare tutti sulle strade strette e pendenti del parco.
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