C'era una volta Castel Sant'Angelo, uno dei simboli della Capitale... Oggi attorno a questo storico luogo si parla solo di degrado. Nei giardini del parco Adriano c'è una vera e propria discarica a cielo aperto, infestata dai topi. Ai piedi del passetto papale montagne di sporcizia abbandonate da tempo. Le antiche mura, ridotte a bagni pubblici. Accampamenti e giacigli di fortuna di barboni, senzatetto e sbandati aumentano con il passar dei giorni. Cuscini, coperte, teloni di plastica accantonati ad ogni angolo. Depositi di bagagli nel fossato e sui bastioni. E ieri l'ultimo episodio che racconta di questo abbandono e degrado. Il corpo senza vita di uno di questi disperati, che ha fatto di questi giardini la sua casa, è stato trovato dietro un chiosco per le informazioni turistiche, proprio all'ingresso dei giardini della Mole Adriana. «Ero sceso a portare il cane nel parco - racconta Pietro M., residente - erano già arrivati i carabinieri, il corpo di un uomo era a terra, pensavo stesse male e invece era morto. E' troppo tempo ormai che abbiamo lanciato l'allarme contro lo stato di abbandono in cui versa questo luogo storico. E' troppo tempo che riceviamo promesse che non vengono mai mantenute. Ma come è possibile che un uomo possa morire così abbandonato a se stesso? Oltretutto a due passi dalla tenda del Comune, quella che ospita i tanti disperati che la notte vagano per questi giardini. La verità è che mancano i controlli e chi si deve occupare di questo luogo non lo fa». In tanti vivono lì, nel parco Adriano. Tutti uomini, giovani e vecchi. Molti di loro sono arrivati dall'Europa dell'Est, alcuni dall'Africa o dal Bangladesh e di questo luogo antico ne hanno fatto la loro casa. Questi invisibili, che poi invisibili non sono, la sera si ritrovano sulle panchine lungo i viali alberati, ognuno con la sua valigia piena di tutto. In quei passaggi antichi che corrono lungo il perimetro del parco Adriano hanno lasciato coperte, valige, vestiti, stracci. Certi che nessuno mai toccherà le loro cose, perché quello ormai è diventato il loro mondo. La mattina, sbucano uno a uno, i primi a prepararsi sono quelli che un lavoretto ce l'hanno e allora li vedi allontanarsi lungo i marciapiedi dove qualcuno si ferma già di prima mattina a vendere la solita merce, a chiedere l'elemosina, qualcuno a pulire i vetri. Poi si preparano tutti gli altri che vivono alla giornata. Si lavano alla fontana, si fanno la barba, strofinano con un pezzo di sapone i vestiti sotto gli occhi sbalorditi dei turisti. Sulle ringhiere vengono stesi i panni ad asciugare. Sotto le panchine di marmo piccoli mattoncini fungono da fornello per la cena, «basta qualche pezzetto di legno e con una pentola riesci a farti un po' di zuppa o un piatto di pasta», racconta in un italiano perfetto, Ivan, romeno, 26 anni. «Non vado a dormire nella tenda perché mi fermo per pochi giorni in questo posto, forse mi hanno trovato un posto dove dormire, in una vera casa». Con i suoi panni stesi, con i suoi giacigli di cartone, con i suoi bagni a cielo aperto i turisti in visita al Castellum Crescendi e i fedeli diretti in Vaticano ogni giorno restano senza parole di fronte a questo scenario. «E' davvero un peccato che non si possa ripulire un luogo così bello», dicono due turiste inglesi. Per oggi il direttore del servizio giardini, Stefano Mastrangelo, ha convocato i tecnici della Roma Multiservizi per effettuare immediatamente un sopralluogo per poi attuare una bonifica, si spera in tempi brevi, di tutta l'area. E quella cancellata di protezione tanto attesa, i cui lavori erano stati annunciati prima dal Comune per l'estate (del 2006) e poi dal XVII Municipio per l'inizio del mese (di dicembre scorso), non è mai arrivata. «In realtà l'area di cantiere è stata consegnata già alla ditta che deve eseguirei lavori-spiega il direttore del Servizio giardini del Comune, Stefano Mastrangelo - Hanno dovuto procurarsi il materiale, a breve comincerà l'installazione della struttura, che sarà pronte per giugno». Il costo dell'operazione, decisa dall'assessore all'Ambiente Dario Esposito e concordata con la Soprintendenza, è di quasi 700 mila euro: la recinzione sarà aperta dal Servizio giardini all'alba e chiusa di sera, come già avviene a Colle Oppio. «Speriamo che non si tratta delle solite chiacchiere o le solite promesse che durano all'infinito e che non arrivano mai ad una fine», incalza Mara, che vive a piazza Adriana. Intanto all'interno del parco, che non si trova certo in una zona abbandonata e poco in vista della città, il bivacco permanente è ancora lì. Stessa cosa per la casbah con vista sul Cupolone, così come il dormitorio di parco Adriano. Che, per intenderci, è parte integrante del Polo museale romano.
Roma - Dal degrado alla tragedia: c'era una volta Castel Sant'Angelo
Il Castel Sant'Angelo, un simbolo della Capitale, è stato abbandonato e degrado. I giardini del parco Adriano sono infestati dai topi e ci sono discarica a cielo aperto. Le antiche mura sono ridotte a bagni pubblici e ci sono accampamenti e giacigli di fortuna. Il corpo di un uomo è stato trovato dietro un chiosco per le informazioni turistiche. Il direttore del servizio giardini ha convocato i tecnici per effettuare un sopralluogo e attuare una bonifica. La cancellata di protezione è stata annunciata per l'estate del 2006, ma non è mai arrivata. Il costo dell'operazione è di quasi 700 mila euro.
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