La diocesi ha un progetto per eliminarlo, ma è rimasto in alto mare. Il critico si è informato da don Barsotti sulla vicenda annosa intorno al complesso ecclesiastico -------------------------------------------------------------------------------- Vittorio Sgarbi e l'abbattimento del campanile di San Casciano. Una storia lunga, quella della costruzione a fianco della chiesa del paese, più volte accusata di essere un elemento del tutto estraneo alla pieve romanica. «Non c'entra niente con il contesto», è stata l'accusa più volte sentita dire da esperti e personaggi di chiesa. Le identiche parole pronunciate dall'assessore alla cultura del Comune di Milano in visita nel territorio cascinese sabato scorso, richiamato dalla mostra "Nevrotici metropolitani" e dallo studio La Noce. Sgarbi, dopo aver elogiato a più riprese l'ambientazione scelta per la mostra di Metzler (le 34 statue erano state dislocate proprio su Corso Matteotti, creando, secondo Sgarbi, un effetto di grande armonia con la via principale di Cascina), ha effettuato numerose tappe tra chiese e monumenti del comune di Cascina, ma si è anche soffermato a parlare a lungo con don Adriano Barsotti, parroco di San Casciano. «Ha voluto sapere tutto sulla nostra chiesa - ha spiegato il sacerdote - chiedendo tantissimi particolari e dettagli. Si è interessato al campanile. Ha voluto saperne la storia e ha ascoltato molto attentamente quando gli ho parlato del nostro tentativo di volerlo abbattere, proprio per via del fatto che sembra un corpo estraneo rispetto alla chiesa». La Diocesi di Pisa ha presentato già lo scorso aprile il progetto di abbattimento alla Soprintendenza, corredato dalla firma dell'Arcivescovo. Prima era stato fatto un tentativo per il restauro, ma la commissione dei beni culturali ecclesiastici si era opposta a causa della presenza delle campane. Al progetto di abbattimento, però, nessuno ha ancora risposto e il celebre critico d'arte, nonché personaggio molto conosciuto nel mondo della televisione ha mostrato molto interesse per la vicenda. «Si è detto pronto a interessarsi alla nostra situazione - ha detto don Barsotti - anche se non so dire se riusciremo a trovare una soluzione in maniera veloce oppure no». La necessità di trovare un rimedio è evidente, come dimostrano anche le attenzioni da parte di Sgarbi per il campanile della pieve di San Casciano. Il campanile, tra l'altro, ha bisogno di urgenti lavori di manutenzione ed è stato più volte transennato. Molto dipenderà, anche a detta del parroco della frazione di Cascina, dalle intenzioni del nuovo vescovo di Pisa. «Siamo in un momento di cambiamento - ha ripreso don Adriano - e anche in questo senso dovremo attendere i passi che vorrà intraprendere il nostro nuovo vescovo». Tra l'altro, lo stesso Sgarbi, sabato pomeriggio aveva fortemente criticato monsignor Alessandro Plotti, ex vescovo di Pisa, definendolo «il peggior vescovo per i beni culturali e che aveva rovinato la più bella opera d'arte della città della Torre pendente», a causa della vicenda, con accese polemiche fra i due, dell'altare di Vangi inserito all'interno del Duomo in piazza dei Miracoli. A.Q.