La propone il sovrintendente Giambrone davanti alla Leopolda -------------------------------------------------------------------------------- NON solo un sì entusiasta alla tramvia (e dunque voto per il no al referendum) da parte del soprintendente del Teatro del Maggio musicale, Francesco Giambrone: «La tramvia sarà utilissima per il pubblico del nuovo teatro a porta al Prato». Giambrone raddoppia e insieme al presidente della commissione cultura in Palazzo Vecchio, Dario Nardella, propone di chiamare da subito «Maggio musicale» la fermata vicina a dove sorgerà il teatro e connetterla con questultimo. La proposta arriva con un appello per il no al referendum del 17 febbraio firmato da una cinquantina di esponenti del mondo della cultura fiorentino, dalla musica al teatro, il cinema, lo spettacolo. «Non fermiamo - esortano - unopera che può svegliare la vita culturale e notturna della città». Firmato dal presidente dellassociazione Amici dellAlfieri, Simone Siliani, Sergio Staino, il critico darte Sergio Risaliti, la presidente dellOrt Rosa Maria Di Giorgi, solo per fare alcuni dei tanti nomi. Tramvia utile alla cultura ma anche al lavoro. In assemblea con i loro delegati e militanti Cgil, Cisl e Uil hanno spiegato ieri perché un lavoratore dovrebbe dire sì alla tramvia e no al referendum: perchè, spiega Monica Stelloni della Cgil, «nella precarietà del lavoro di oggi almeno la tramvia è una certezza di movimento in tempi sicuri». E poi perché rappresenta, è stato detto, parte di ciò che i sindacati chiedono da tempo: innovazione, sistema integrato di mobilità, accessibilità alla città di cittadini, lavoratori, turisti. Al contrario la Fiamma Tricolore dichiara che il tram «paralizzerà» Firenze e ne «deturperà eternamente» il centro storico. Così invita a votare sì al referendum con presidio e comizio sabato in piazza Strozzi. Dalla parte opposta, sempre sabato, Legambiente scenderà in piazza con le lenzuola bianche «No smog»: per dire no al referendum e sì ai piedi, la bici, il bus e il tram. Uscendo fuori da Firenze, infine, Italia Nostra lancia una campagna anti tramvia a livello europeo e si dichiara pronta a ricorrere alle vie giuridiche pur di fermare i binari al Duomo. «Chiediamo di salvare il centro monumentale di Firenze e di interrompere il progetto delle linee 2 e 3 della tramvia», spiega il segretario generale Antonello Alici.