Entro l'anno prossimo la parte terminale di Cava d'Ispica, con il Parco della Forza in prima linea, dovrebbe diventare un polo turistico d'eccezione, una meta quasi obbligata. Mentre viene attenzionato un intervento archeologico da parte della Sovrintendenza nel palazzo marchionale della famiglia Statella, signori dell'antica Spaccaforno, già aggiudicati e consegnati alla ditta Lasagna da Modica i lavori relativi al recupero del macello che dovrebbe diventare una struttura musealizzata; ora sono stati consegnati, alla ditta Cavarra da Noto, i lavori di recupero ambientale e fruitivo dell'are archeologica della Cava d'Ispica per un importo contrattuale di quasi un milione e mezzo di euro. Il progetto prevede tutta una serie di interventi tali da «consolidare e potenziare il circuito fruitivi dei beni architettonici, archeologici e naturalistici» della zona, interventi tali che consentano di attivare e realizzare iniziative di educazione e culturali, senza trascurare quelle ricreative «compatibili e promozionali» nel settore turistico. A leggere la relazione progettuale verranno realizzati tre principali tipi di interventi: quelli mirati alla creazione di nuovi spazi e aree attrezzate, realizzati con il minimo impatto ambientale sull'esistente e integrati con il sistema dei parchi e percorsi esistenti e cioè realizzazione di un parcheggio e zona informazione nelle vicinanze delle chiesetta di San Giovanni, la realizzazione di un percorso pedonale lungo l'argine del torrente Ispica e la realizzazione del «Belvedere di Scalaricotta», situato a ridosso del Parco Forza. Saranno poi ristrutturati i percorsi di Cava Mortella e sarà realizzato un impianto di illuminazione del Parco Forza. Il progetto prevede anche il recupero e la messa in sicurezza dell'ex chiesa di san Giovanni e del mulino ad acqua «Tre ladri». Previsto anche la messa in opera di un impianto di video sorveglianza. La parte terminale di Cava d'Ispica, la cui storia si perde nei secoli, diventerà oggetto di un concreto e qualificato rilancio turistico, con in testa quello che viene ritenuto il monumento sacro più antico della cava, la chiesetta di Santa Maria che si fa risalire ai primi secoli del cristianesimo, un monumento che viene legato alla figura dell'eremita Sant'Ilarione. Verrà ad essere valorizzata anche la grotta che si trova al cospetto della chiesetta incavata nella roccia e denominata «Conceria» il cui nome deriva dal fatto che al suo interno vi sono «vasche usate per la lavorazione delle pelli».