Venerdì viene sciolta la società che ha guidato il Palazzo e parte una grande cabina di regia Scatta la rivoluzione culturale il Ducale "vetrina" della città -------------------------------------------------------------------------------- Rivoluzione culturale a Genova. Venerdì verrà sciolta la Palazzo Ducale spa, la società che ha guidato il Palazzo dei Dogi nel suo riscatto degli ultimi anni, passando per il G8 e toccando un vertice che sembrava impensabile, nel 2004 di Genova capitale europea della cultura. Parte dunque ufficialmente la trasformazione della spa in Fondazione, il nuovo soggetto senza scopo di lucro nato non per essere lennesima nuova scatola, ma per riassorbire e razionalizzare i tanti rivoli in cui si perdevano energie, denari e idee. Non solo gestirà il Ducale ma costituirà la cabina di regia di tutta la programmazione, gestione, offerta di cultura in città e oltre. A cominciare dallassunzione di ruolo coordinante di tutto il sistema museale civico. Nel target della nuova stagione delle mostre sono sottolineate chiaramente due priorità, in tutti i documenti della Fondazione: i giovani e la tecnologia. Sarà indicato immediatamente il nuovo (e già annunciato) presidente della "Genova Palazzo Ducale Fondazione per la cultura", lex assessore e attuale consigliere comunale Luca Borzani. Partiranno da venerdì i 120 giorni, che occorrono secondo il codice civile per il riconoscimento effettivo della metamorfosi in Fondazione di una società. Un iter che prevede il placet di Prefettura e ministero per i Beni culturali (sperando che la situazione del governo non rallenti la pratica). La rivoluzione non sarà ovviamente soltanto organizzativa, e presto si vedranno i primi effetti: in autunno, a Palazzo Ducale, nei locali che attualmente ospitano le biglietterie, nascerà un centro multimediale di accoglienza dei visitatori a Genova. Con un impianto avveniristico, entrando in una stanza, si viaggerà attraverso il tempo e lo spazio di Genova, per un assaggio complessivo (e tecnologico) della città. E i porticati del palazzo diventeranno una sorta di "sommario" di tutte le proposte culturali cittadine, una bussola permanente di promozione. La Fondazione gestirà gli spazi del Ducale almeno fino al 2064 (il contratto di concessione scade nel 2014, ma si è già stabilito un rinnovo per i successivi cinquantanni), e guiderà i musei, le istituzioni, gli spazi culturali civici, ma anche le ville e i parchi storici che saranno fatti rinascere e verranno inseriti nel sistema culturale cittadino, a pari merito dei musei. La Fondazione condurrà anche attività commerciali come editore di pubblicazioni, cataloghi, prodotti multimediali, audiovisivi e lancerà una fitta campagna di produzione di gadget. E poi potrà progettare e realizzare interventi di riqualificazione anche edilizia. Scatta così unoperazione interamente pianificata dallinterno - dalla Direzione cultura e promozione della città - e studiata e progettata senza lausilio di onerosi super-consulenti esterni. Si calcola che con la Fondazione il Comune risparmierà per il primo triennio almeno 300.000 euro, perché se è vero che il nuovo soggetto non ha fini di lucro, avrà naturalmente introiti (tutti rigorosamente reinvestiti) e soprattutto razionalizzerà molti uffici (utilizzando il naturale turn-over) che fino ad oggi lavoravano parallelamente, dalla promozione alla programmazione, in Comune e al Ducale. A dodici mesi dalla prima decisione in giunta comunale, Genova si aggiorna e si allinea con una gestione complessiva delle proposte culturali così come è già accaduto a Torino, Brescia, Firenze, o come sta accadendo a Siena. Già arruolate la Fondazione Carige e la Fondazione Compagnia San Paolo che esprimeranno un proprio rappresentante nel consiglio direttivo, organo operativo che rimarrà in carica fino allo scadere del mandato del sindaco. Così pure il comitato tecnico-scientifico della Fondazione, che sarà composto, tra gli altri, da direttore della Fondazione, direttore cultura del Comune, dirigente settore musei, dai responsabili musei civici e degli istituti civici di conservazione e ricerca.