È senz'altro il "ponte più lungo del mondo" come tempi di realizzazione. Nasce, sulla carta, il 25 giugno di 12 anni fa a Venezia quando la giunta Cacciari presenta il modellino dell'opera: «Lo ha regalato alla città il grande architetto spagnolo Santiago Calatrava -esultò l'allora assessore all'Urbanistica Roberto D'Agostino affiancato dal "giovane" sindaco filofoso - Costerà meno di 4 miliardi di lire (2 milioni e 56mila euro di oggi, ndr), sarà appaltato entro il '97 e i lavori dureranno 10-12 mesi. La pavimentazione sarà in tradizionale pietra d'Istria». Ne avessero azzeccata una! Oggi possiamo dire che non ci sono certezze sui tempi, né sui costi. L'unica cosa certa è che dalla cifra del bando d'appalto (estate 2002) i costì sono più che quadruplicati: da 3,87 milioni di euro ai 16 milioni attuali. Ma in sede di preventivi la spesa prevista era ancora più bassa. Correva infatti l'anno 1996: fallito il governo di larghe intese del dopo Berlusconi I, si era appena votato per le Politiche e il neo-premier Romano Prodi proclamava: «Dureremo 5 anni». A fine dicembre la commissione di Salvaguardia approva il progetto per il quarto ponte: costerà 3,9 miliardi di lire. Per avere l'atto definitivo (progetto esecutivo) passano altri tre anni e mezzo. L'architetto Calatrava, da parte sua, non se ne sta con le mani in mano: l'inizio del Terzo millennio vede 60 suoi ponti disseminati per il mondo, 40 dei quali all'interno di città storiche. È l'ottobre 2000 quando la giunta di Venezia stanzia 10 miliardi di lire, due volte e mezza quanto previsto dal primo preventivo. Ma si sa i costi lievitano e, intanto, è arrivato l'euro. Per preparare il bando d'appalto ci vuole un altro anno e mezzo. Il documento ufficiale fissa in 3.8 milioni di euro il costo dell'opera: in pratica rispetto al '96 il cambio con la lira è di 1 a 1.000 (come per frutta e verdura!), n Comune, comunque, annuncia pomposamente: entro fine 2003 il ponte sarà pronto. A metà di quell'anno, però, si scopre che le fondamenta sono da irrobustire e l'inaugurazione viene spostata prima a ferragosto 2004 poi a ottobre dello stesso anno. Nel frattempo scoppiano le polemiche per la barriera che rappresenta per i disabili (vedi articolo sotto) e quella per i problemi tecnici dell'acciaio utilizzato. Quest'ultima difficoltà fa slittare tutto di altri 12 mesi e, immancabile, arriva la prima indagine della Corte dei Conti per danno erariale (iniziata nel marzo 2005 e non ancora conclusa). Ci vuole un altro annetto per predisporre le prove di carico che vengono (finalmente) superate nell'agosto 2006, ma intanto fanno rinviare l'inaugurazione di un altro anno mentre i costi diventano 8 milioni e mezzo di euro anche a causa dei contenziosi con le ditte subappaltatrici. Il resto è storia relativamente recente: nell'aprile dello scorso anno arriva il decimo rinvio con i costi che toccano quota 10 milioni e, ultima, giunge l'indagine conoscitiva della Procura (con l'acquisizione di tutti i documenti) sulle spese ormai stimate in 16 milioni di euro. «Nessun'altra struttura al mondo è sotto gli occhi di tanti enti controllori come il ponte di Calatrava» si è lamentata l'assessore comunale Mara Rumiz snocciolando i nomi di Corte dei Conti, Guardia di Finanza, Procura della Repubblica, Autorità di vigilanza dei Lavori pubblici e Commissioni varie. Avrà anche ragione, ma consideri che nessun ponte pedonale (solo pedonale!) ha richiesto una dozzina d'anni per essere realizzato. «I problemi derivano dalla sottovalutazione iniziale della complessità dell'opera da parte di tutti con una sottostima di costi e tempi» ha concluso l'assessore veneziana. Quindi qualcuno che ha sbagliato c'è: basterebbe che ne pagasse le conseguenze. Fra le curiosità va ricordato che l'opera ha portato un fiorire di originali trovate toponomastiche: Cacciari nel 2003 lanciò l'idea di chiamarlo Ponte della Pace, ma le tante battaglie attorno alla sua realizzazione (politiche e non) hanno affossato la proposta. Il Gazzettino, nel referendum fra i lettori, ha raccolto come preferenziali i nomi dei santi (Chiara seguita da Lucia) più di aggettivi come "Novo" o intitolazioni a personaggi come Cesco Ba-seggio o Sandro Pertini. Tralasciato il nome "dei Sospiri" (già usato, ma per ben altri motivi) c'è anche la provocatoria idea di chiamarlo Ponte delle Beffe. Alla fine, però, la spunterà il nome tecnico e, soprattutto veneziano doc, proposto dal sindaco Cacciari: "ponte de la Zi-rada", perché in quel punto c'era la svolta del Canai Grande. La vera svolta che tatti si aspettano è, però, quella dei lavori che sembrano infiniti. Gli ultimi intoppi in ordine di tempo riguardano le spallette (a rischio cedimento) e la pavimentazione in vetro che sarebbe troppo scivolosa - come a Bil-bao in un'altra opera di Calatrava - e quindi richiede una lavorazione particolare. Molti si chiedono come sia possibile che 420 anni fa - nel 1588 - per realizzare il Ponte di Rialto si sia fatto tutto in pochi mesi: forse perché il progettista si chiamava Antonio Da Ponte...