PARMA L'architettura contemporanea come strumento per promuovere la qualità dello sviluppo urbano, per combattere il degrado e recuperare le grandi periferie. Un tema italiano, ma anche europeo , al quale è stato dedicato, su iniziativa del Ministero per i Beni culturali, un seminario internazionale («Qualità dell'architettura contemporanea nelle città e nei territori europei») durato tre giorni e conclusosi ieri a Parma. Seminario che, non a caso, si è tenuto in questa regione. L'Emilia Romagna, infatti, ha approvato mesi fa la prima legge italiana che riconosce alle opere di architettura e arte contemporanea la dignità di bene culturale e ne promuove concretamente, anche con finanziamenti pubblici, la progettazione, la realizzazione e il restauro. «Siamo particolarmente soddisfatti di questo riconoscimento spiega Pier Antonio Rivola, assessore regionale alle Politiche abitative , ma soprattutto perché la legge nazionale in materia riprende molti dei temi che noi abbiamo messo in cantiere lo scorso anno». Gli studiosi e i tecnici con venuti da tutta Europa hanno discusso anche del ruolo della committenza pubblica, di concorsi di idee e, in particolare di 'opere incongrue. Un argomento che, inevitabilmente, ha lambito il tema del condono edilizio che il governo si appresta a varare. «Quello di cui si parla oggi ha detto nel suo intervento Rivola è l'esatto contrario del condono edilizio. L'EmiliaRomagna osteggerà il condono in ogni modo perché produce effetti disastrosi e permanenti al paesaggio. E poi non condividiamo la svendita del patrimonio pubblico». Posizione condivisa anche da Giovanni Salìzzoni, vicesindaco di Bologna, che davanti al sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono, si è augurato che «sia l'ultimo». «Servirebbero invece ha commentato Salizzoni coraggio e fantasia per percorrere la strada della demolizione, senza poi ricostruire, o della ricostruzione appropriata, cioè rifare meglio ciò che era stato fatto male. Purtroppo, però, manca un sentire comune verso un miglioramento di spazi che sono di tutti».