«Aprire uno studio e un confronto sul tema dell'organizzazione dei flussi turistici nel centro di Firenze ». Su questo punto è risultato unanime il parere della quinta commissione dopo l'audizione di ieri, in Palazzo Vecchio, dell'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi. Al centro del dibattito la proposta dell'assessore regionale di trasferire il David di Michelangelo dall'attuale sede, la Galleria dell'Accademia, alla cittadella della musica e della cultura accanto alla stazione Leopolda, ipotesi formalizzata in una lettera al sindaco Domenici e al Ministro per i beni culturali Rutelli i quali, è bene dirlo, ancora non hanno risposto direttamente a Cocchi. «Quella di Cocchi - ha detto il presidente della commissione, Dario Nardella - è una proposta da non rifiutare a prescindere e da discutere su due livelli: lo spostamento del David, su cui non vi è una posizione unanime, e la questione dei flussi turistici e della mobilità del turismo culturale del terzo millennio, che questa città deve affrontare anche nell'ottica della creazione del Polo museale nel 2010 a Firenze, con il museo di Palazzo Vecchio e i Nuovi Uffizi». «Il discorso dello spostamento dei flussi turistici è tema che andava affrontato tanto tempo fa - ha aggiunto il consigliere dei Verdi, Domenico Valentino -, oggi siamo in ritardo per una discussione di questo tipo sia per il decentramento dei beni e delle attività culturali. Personalmente sono contrario allo spostamento del David per i tanti aspetti e problematiche che questa decisione comporterebbe». «Sono contrario alla proposta di Cocchi e avanzo un' idea alternativa - ha commentato il vicepresidente della commissione Enrico Bosi - ovvero quella di spostare le tante opere che sono nei depositi dei nostri musei che potrebbero trovare uno spazio più adeguato nella nuova cittadella che nascerà alla Leopolda. Abbiamo visto che potrebbero nascere i cosiddetti "Uffizi 2" dalla mole di opere contenute nei depositi degli Uffizi. Il problema è valorizzare i centri che già ci sono, con grandi progetti e grandi nomi che potrebbero attrarre flussi». Netto il giudizio del senatore di Fi, Paolo Amato: «Certo, possiamo immaginare che la disinvoltura con cui la Soprintendenza per il Polo museale fiorentino stia prestando statue, dipinti e sculture nei quattro angoli del mondo possa aver in qualche modo incoraggiato l'improbabile assessore Cocchi a perseguire il suo sogno di vedere svettare il David con i 6,1 milioni di euro che ogni anno frutta tra biglietti e bookshop fra i nuovi edifici dell'erigenda Città della Musica per la cui futuribile realizzazione Stato, Comune e Regione spenderanno più di 100 milioni di euro».