Comune e Atisale insieme vogliono recuperare un palazzo Fintecna Ma l'acquisto è bloccato fino all'approvazione del regolamento urbanistico -------------------------------------------------------------------------------- SALINE. Amministrazione comunale e la società Atisale spa insieme per progettare il museo delle saline, un percorso che riunisca secoli, ormai, di storia del lavoro che ha caratterizzato la frazione volterrana che si estende nella pianura verso il mare. Sede ideale del complesso museale, secondo i promotori, sarebbe uno o più degli edifici dismessi passati (non troppi anni fa) di proprietà dallo Stato (il Monopolio, che deteneva per intero anche lo stabilimento della salina) a Fintecna, società interamente controllata dal ministero dell'Economia e delle Finanze. La stessa società che ad oggi è proprietaria di tutti quanti gli edifici che facevano parte del maxi pacchetto della salina e che non furono acquistati da Atisale al tempo della privatizzazione dell'impianto di estrazione, raffinazione e lavorazione del sale. Edifici in parte cadenti, in parte transennati perché pericolanti, un fantasma quotidiano per i salinesi. Atisale e il Comune pensano a recuperare uno almeno, se non più, di quegli edifici. Di sicuro per il museo verrebbero scelti quelli più vicini alla salina. La spa sarebbe disposta a un investimento, soprattutto per la gestione del museo una volta aperto, oltre all'impegno di tirare fuori dai magazzini i reperti di archeologia industriale della salina fatta aprire dal Granduca Leopoldo, e cioè macchinari antichi e documenti. Spiega Maurizio Laruccia, amministratore delegato di Atisale, che «vorremmo essere parte del museo delle saline. Noi possiamo mettere a disposizione materiali, vecchi impianti. Ma va trovato un gruppo di lavoro, e finanziamenti, da canali come l'Unione europea e la Regione Toscana. A Margherita di Savoia, dove abbiamo l'altro stabilimento, abbiamo circa 15mila visite l'anno. Abbiamo fatto anche una pubblicazione per i bambini delle scuole». L'idea della sinergia con Atisale per il progetto del museo della salina piace al sindaco Cesare Bartaloni. Tanto più perché la frazione in sé, a suo parere, ha buone chance di sviluppo, grazie alla zona industriale (in località Spadino) che sta per essere urbanizzata e che poi sarà venduta a lotti. Ma ci saranno da aspettare alcuni mesi, sottolinea Bartaloni, prima di mettersi in moto per il museo. «Prima di vendere gli edifici che possiede a Saline di Volterra - spiega Bartaloni - Fintecna deve aspettare quali saranno per loro le previsioni del regolamento urbanistico. I programmi sono di portarlo all'approvazione del consiglio comunale alla fine del prossimo mese di giugno». Dopo, col disegno della Volterra futura, si potrà discutere di acquisto e trasformazione degli edifici.
TOSCANA - Progetto per il museo della salina
Il Comune e Atisale spa stanno lavorando insieme per recuperare un palazzo Fintecna a Saline di Volterra. L'acquisto è bloccato fino all'approvazione del regolamento urbanistico. I promotori pensano a trasformare uno o più degli edifici dismessi in un museo delle saline, che riunirà secoli di storia del lavoro nella frazione. La sede ideale sarebbe uno o più degli edifici passati di proprietà dello Stato a Fintecna. La società Atisale sarebbe disposta a investire per la gestione del museo e a tirare fuori reperti di archeologia industriale. Il progetto richiederebbe finanziamenti e un gruppo di lavoro.
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