È la proposta emersa ieri in Commissione cultura in Palazzo Vecchio durante l'audizione dell'assessore regionale Paolo Cocchi. Il direttore della storica Galleria: «Idea inutile, un nuovo museo non serve affatto» E perché non fare gli «Uffizi 2»? La quinta commissione del Consiglio comunale di Firenze ha ascoltato ieri Paolo Cocchi, assessore regionale alla cultura, sulla discussa ipotesi del trasferimento del David di Michelangelo nel «Parco della musica» che dovrebbe essere pronto nel 2011 alla Stazione Leopolda. «Sono emerse opinioni diverse, naturalmente, che hanno preso in considerazione non solo l'ipotesi dello spostamento del David-ha detto l'assessore Cocchi alla fine della riunione - per esempio quella di realizzare una sorta di «Uffizi 2», sempre alla Leopolda, in cui esporre le tante opere attualmente chiuse nei depositi della Galleria». Dario Nardella che della commissione è il presidente, ha confermato il suo interesse per l'idea lanciata da Cocchi e ha detto che comunque la commissione si è dichiarata favorevole alla discussione di tutte le ipotesi: «fra poco arriveranno in massa i turisti cinesi e il centro di Firenze rischierà di scoppiare». L'ipotesi degli «Uffizi2» è suggestiva, ma che ne pensa Antonio Natali, il direttore, diciamo così, degli «Uffizi 1»? «Si dovrebbe favorire tendenze centrifughe senza dover snaturare l'identità di Firenze, e le opportunità non mancherebbero affatto. Non è proprio il caso di fare un nuovo museo nel quale magari poi non ci va nessuno. A San Salvi, per esempio, c'è uno dei più importanti affreschi del Cinquecento, il Cenacolo di Andrea del Sarto, in grado perfettamente di reggere il confronto col Raffaello delle Stanze vaticane. Bene, ci andranno 150 persone l'anno! Si studi allora come valorizzarlo, come farci arrivare consistenti flussi di visitatori: un parcheggio negli spazi dell'Asl? Un sistema di bus navetta? I musei non convengono, si riesce a mantenerli, anche se gli stessi fiorentini li conoscono poco, proprio grazie alle affluenze che registrano gli Uffizi e la Galleria dell'Accademia». Resta poi l'annosa questione della proprietà del David di Michelangelo: «Non intendiamo farne una guerra - dice Dario Nardella -ma il consigliere Domenico Valentino ha presentato una mozione perché il Comune di Firenze abbia una compartecipazione degli incassi». Quanto incasserà il David alla Leopolda?