FIRENZE L'IDEA che anche la costruzione della tramvia possa, alla fine, far parte della lite fra guelfi e ghibellini perennemente in corso a Firenze, non piace al primo cittadino, nonché presidente dellAnci, Leonardo Domenici. Ma il dato di fatto è che fra due settimane (domenica 17 febbraio) la città simbolo dellarte e della cultura, patrimonio mondiale dellUnesco, sarà chiamata - caso forse unico in Italia - a esprimersi con un referendum. I fiorentini potranno così dire la loro sul passaggio di una delle tre linee della tramvia accanto al Duomo e al Battistero. SIA CHIARO, il voto popolare potrebbe non cambiare assolutamente niente perché, miracoli del regolamento di Palazzo Vecchio, il referendum sarà contemporaneamente abrogativo (nella forma) e consultivo (nella sostanza). Anche perché la decisione di realizzare un sistema tranviario a Firenze è stata presa per la prima volta dal consiglio comunale proprio il 17 febbraio del 1993, ai tempi della giunta di pentapartito guidata dal socialista Giorgio Morales. A rischio, casomai, potrebbero essere la tenuta della maggioranza e dellattuale giunta guidate dal sindaco Domenici. Scontro politico a parte (i sostenitori sono prevalentemente schierati con il centrosinistra, i contrari con il centrodestra), restano lattenzione e le preoccupazioni che la tramvia fiorentina ha scatenato a livello nazionale. E QUI lappartenenza politica non centra. La sfida si combatte piuttosto a colpi di firme eccellenti, appartenenti soprattutto al mondo della cultura, dellarte e dellambientalismo. Cè chi teme danni irreparabili al patrimonio monumentale fiorentino, e chi fa notare che oggi cè un livello molto alto di inquinamento atmosferico dovuto alle migliaia di bus che attraversano il centro. I contrari alla tramvia possono ormai chiedere solo la cancellazione della linea 2 (quella che passa dal centro storico appunto) e della 3. La linea uno, infatti, è quasi terminata. CON LORO, si sono già schierati, oltre a Vittorio Sgarbi, anche Alberto Asor Rosa, Carlo Ripa di Meana, la storica dellarte Mina Gregori, lex ministro ai beni culturali, nonché ex soprintendente al polo museaie fiorentino, Antonio Paolucci, anche il professore Francesco (Pancho) Pardi. E ci sono anche le prese di posizione di Italia nostra e di Europa. FRA CHI invece è convinto che la tramvia è lunica soluzione possibile ai problemi della mobilità cittadina, ci sono il sindaco e la sua giunta, naturalmente, ma anche Legambiente e gli Amici della Terra. Oltre ad almeno altri quattrocento esponenti del mondo della cultura, dellassociazionismo, dellimprenditoria cittadina. CERTO la tramvia ha scatenato in città un clima di contrapposizione fortissimo che si combatte anche a colpi di querele e di ricorsi al Corecom e al Tar da una parte e al garante per la pubblicità dallaltra. Prima che i «contrari» riuscissero a concludere la raccolta delle diecimila firme necessarie per ogni quesito referendario, hanno usato tutte le forme di protesta possibili. Dalle fiaccolate, ai blocchi stradali, alle innumerevoli e sempre infiammate assemblee cittadine. Per convincere il primo cittadino della necessità di fermare i lavori, alcuni manifestanti si sono incatenati agli alberi. Cè stato anche chi cè salito sopra, deciso a non scendere fino a quando i cantieri non fossero stati chiusi. In quel caso persino il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, si è lasciato convincere a portare la sua solidarietà. LA GUERRA contro la tramvia è stata per lungo tempo la crociata per salvare le centinaia di alberi attaglia cittadini che saranno tagliati per lasciare spazio a binari e pali elettrici. Poi il fronte si è spostato sulla salvaguardia del centro storico, contro quel «treno sferragliante di 32 metri» per dirla con il portavoce di Berlusconi, lonorevole Paolo Bonaiuti, che sfiorerà piazza del Duomo. Un argomento al quale il vicesindaco Beppe Matulli, assessore alla mobilità, ha sempre contrapposto lenorme numero di passaggi delle linee dellautobus che, da decenni ormai, transitano sullo stesso percorso creando molto più inquinamento e vibrazioni, a suo dire, molto più pericolose.
Firenze, per la tramvia come Guelfi e Ghibellini
La città di Firenze, simbolo dell'arte e della cultura, sarà chiamata a esprimersi con un referendum il 17 febbraio. I fiorentini potranno dire la loro sul passaggio di una delle tre linee della tramvia accanto al Duomo e al Battistero. Il referendum sarà contemporaneamente abrogativo e consultivo, e la decisione di realizzare un sistema tranviario a Firenze è stata presa nel 1993. La tramvia ha scatenato un clima di contrapposizione fortissimo in città, con manifestazioni e proteste da parte di gruppi che sostengono la costruzione della tramvia e di altri che la oppongono. I contrari alla tramvia possono chiedere solo la cancellazione della linea 2 e della 3, mentre la linea uno è quasi terminata.
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